Voleva uccidere: aveva portato dalla sua casa a Morfasso (Piacenza) la spranga lunga un metro che ha utilizzato l'8 luglio scorso per colpire con violenza e inaudita ferocia, fino ad ucciderla, Chiara Brandonisio, di 34 anni, aggredita a Bari mentre andava al lavoro in bicicletta da quell'uomo conosciuto chattando: Domenico Iania, di 52 anni. L'uomo, di origini calabresi e residente nel piacentino, dopo cinque giorni di latitanza, è stato preso la notte scorsa dagli agenti delle Squadre Mobili delle Questure di Bari e di Piacenza mentre cercava di entrare nella sua abitazione, ormai da giorni sottoposta ad un ininterrotto servizio di appostamento. All'indagato - che in chat si faceva chiamare Daniele - è stato notificato il decreto di fermo di indiziato di delitto emesso dal pm Ciro Angelillis della Procura della Repubblica di Bari. Si trova ora nel carcere di Piacenza per rispondere di omicidio volontario aggravato.
L'omicidio apparentemente non ha un movente - Probabilmente è avvenuto per motivi di gelosia, per una relazione solo virtuale (i due non si sono mai incontrati prima del giorno dell'omicidio) interrotta dalla donna che, a quanto pare, aveva cominciato a frequentare un altro uomo con il quale voleva intraprendere una relazione 'reale'. I particolari della vicenda sono stati resi noti oggi, nel corso di un incontro con i giornalisti, dal Procuratore della Repubblica di Bari, Antonio Laudati, dal questore di Bari, Giorgio Manari, e dal dirigente della squadra Mobile della Questura di Bari, Fausto Lamparelli. Iania - definito dagli investigatori come un uomo dalla personalità 'inquietante' - era partito dalla sua abitazione di Morfasso a bordo della sua Fiat Panda di colore blu il 7 luglio: intorno all'1,30 di notte è stato possibile recuperare una foto scattata ad un casello autostradale.
Era arrivato a Bari la mattina - L'uomo si era appostato nei pressi dell'abitazione della donna, a Carbonara, bivaccando in auto. Oltre alla spranga aveva portato con sé generi alimentari e qualche indumento. Ha studiato i movimenti della donna e l'8, quando Chiara è uscita da casa per andare al lavoro in bicicletta, per raggiungere la vicina fabbrica di lavorazione di mandorle dove era impiegata come operaia, l'ha affrontata, colpendola violentemente al volto e allo stomaco. Poi è scappato, lasciando per terra la spranga, e nelle vicinanze l'auto. Ha portato invece con sé i telefoni cellulari e alcuni effetti personali. Un testimone l'ha incontrato subito dopo l'aggressione: "era molto agitato", ha poi raccontato agli investigatori riconoscendo anche una foto dell'uomo.
La caccia all'uomo - Le ricerche si sono concentrate in Piemonte, ma anche in provincia di Catanzaro, nel piacentino e nelle campagne vicine al luogo dell'aggressione: si è anche ipotizzato che l'uomo potesse aver deciso di togliersi la vita. Invece, Iania, con i treni e con l'autostop, è arrivato nel piacentino, dove si era trasferito da una decina di anni, e poco dopo la mezzanotte, la notte scorsa, ha cercato di entrare in casa. Ma lì erano ad attenderlo i poliziotti di Piacenza e di Bari che lo hanno bloccato. L'uomo, che ha un precedente penale per un tentativo di omicidio commesso nel '93, non ha opposto resistenza.
13 luglio 2010
Redazione Tiscali