Cronaca

Arrestato Liga, l'insospettabile "Architetto": era il successore dei boss Lo Piccolo

Dice di essere "vittima di un equivoco", respinge con sdegno l'accusa di essere un mafioso, ammette di conoscere "fin da ragazzo" il boss Salvatore Lo Piccolo ma sostiene di essere stato costretto a pagare il "pizzo" e di avere denunciato tutto ai carabinieri. Secondo quanto è emerso dalle indagini, coordinate dai pm della Dda Marcello Viola, Anna Maria Picozzi, Gaetano Pace e Francesco Del Bene, Giuseppe Liga, 60 anni architetto sarebbe stato il collettore delle estorsioni gestendo e incassando il denaro ricavato dal pizzo che continua a essere una delle principali entrate delle cosche.
Si difende su un magazine - Liga parla per la prima volta, in un'intervista pubblicata sull'ultimo numero del magazine siciliano "S". Alcuni collaboratori di giustizia lo indicano come il successore dei boss Salvatore e Sandro Lo Piccolo alla guida del mandamento di Tommaso Natale-San Lorenzo. Ex segretario nazionale del movimento cristiano lavoratori, molto stimato anche dalle gerarchie ecclesiali, Giuseppe Liga, secondo gli investigatori, avrebbe continuato a gestire il tesoro di Lo Piccolo.
Nega di essere il capo di Cosa Nostra a Palermo - Il nome di Liga salta fuori per la prima volta nel novembre del 2007, in occasione dell'arresto di Salvatore Lo piccolo e del figlio Sandro. Tra le carte sequestrate al boss gli investigatori trovano un appunto: "Architetto Liga 10.000". Lui afferma che si tratta del pagamento di un'estorsione:"Se fossi stato un mafioso di certo non sarei andato da carabinieri a denunciare che sono stato vittima, io ho fatto una denuncia, perché in passato avevo ricevuto minacce. Io ho pagato 10 mila euro: sono venuti in cantiere e mi hanno detto che dovevo pagare, altrimenti saltava tutto". Ma il pentito Maurizio Spataro, ex cassiere della cosca di Resuttana, dichiara a verbale: "So che l'architetto Liga si occupa delle attività economiche riconducibili ai Lo Piccolo".
"E' un errore" - Lui replica nell'intervista:"gli architetti Liga sono almeno una ventina, 5 o 6 sono iscritti all'albo. Sono al centro di un equivoco". Il professionista ammette poi di avere avuto rapporti con alcuni esponenti mafiosi, ma senza sapere chi fossero veramente: "ero direttore dei lavori in un cantiere per conto di una cooperativa che aveva subappaltato altre opere a due ditte. I titolari erano Cinà e Alamia".
Conferma di conoscere i Lo Piccolo - "Il papà l'ho conosciuto quando era ragazzo. Nel quartiere dove anche io sono cresciuto. I figli li ho visti quando erano bambini". Per quanto riguarda le intercettazioni di un summit mafioso, avvenuto nel dicembre del 2008, in cui i boss affermano che a Tommaso Natale dopo l'arresto dei Lo Piccolo adesso "c'é l'architetto", Liga ribatte: "Io non c'entro niente, ammesso che esista veramente un architetto e che non sia un soprannome". Il professionista, con la passione per la politica, sostiene infine nell'intervista di avere rapporti bipartisan con diversi rappresentanti istituzionali: "Sono cresciuto insieme al presidente della Regione, Raffaele Lombardo. Mi chiama, ci parlo. Ho rapporti anche con le gerarchie ecclesiali, siciliane e nazionali. Dall'89 al '97 sono stato segretario del Movimento Cristiano Lavoratori. Sono stato in contatto con Mattarella, il fratello di Piersanti. Leoluca Orlando è diventato sindaco per me e per altri due amici". E alla domanda "Come ci si sente ad essere indicati come capimafia?", risponde: "Non ci dormo la notte".
Sospeso dal Movimento Cristiano Lavoratori (Mcl) - "Già dall'11 marzo scorso - è detto in una nota - in seguito ad articoli di giornale che riferivano di un presunto coinvolgimento di Liga in fatti all'attenzione della magistratura, il Mcl ha provveduto a emanare un provvedimento di sospensione, a scopo cautelativo, dello stesso Liga dall'incarico di reggente in Sicilia, finché tutti i fatti non verranno definitivamente accertati, provvedendo contestualmente a sostituirlo con il vicepresidente Antonio Di Matteo. Nella stessa occasione medesimo provvedimento è stato preso con riferimento all'incarico di Consigliere nazionale". In ogni caso il Movimento Cristiano Lavoratori ribadisce la "propria totale estraneità rispetto a fatti oggetto dell'indagine dei giudici di Palermo che hanno coinvolto l'arch. Liga e altre persone", e sottolinea che "nell'ambito della vita associativa del Mcl il comportamento e gli atti dell'arch. Liga sono sempre stati improntati a estrema correttezza".
22 marzo 2010
 
 
 
 
  
 

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