Ci sarebbe anche il nome del sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta tra quelli contenuti negli atti dell’inchiesta di Trani. A sostenerlo il quotidiano Repubblica che riporta il testo di una conversazione telefonica risalente al 3 dicembre, in cui risulta che il commissario dell’Authority delle comunicazioni, Giancarlo Innocenzi, chiama Letta e lo informa della richiesta del premier di “imbavagliare” le trasmissioni "non gradite". Dai verbali pubblicati dal giornale di Ezio Mauro emerge che Innocenzi parla anche con Mauro Masi, direttore generale della Rai, e gli dice di aver discusso con Letta dell’argomento. Nella conversazione telefonica intercettata il componente della Agcom si rivolge a Letta chiedendogli di parlare col presidente dell’Authority Calabrò. Cosa che Letta promette di fare.
Nelle pagine della richiesta al Gip di Trani da parte del Pm per ottenere l’autorizzazione delle Camere a utilizzare le conversazioni di Silvio Berlusconi perché ritenute “penalmente rilevanti” si parla dunque di questo e della frenesia attorno alla necessità di far tacere trasmissioni come AnnoZero di Santoro. Intanto Berlusconi continua la sua campagna contro i magistrati e la sinistra, ritenuti colpevoli di voler condizionare la prossima competizione elettorale. Spalleggiato in questo dal ministro Alfano pronto a sostenere che il Csm viola la Costituzione. La lotta si fa dura anche all’interno della procura di Trani, dove i magistrati negano agli ispettori inviati da Alfano di visionare il fascicolo dell’inchiesta.
Masi: "Mai avuto pressioni" - "Sulla vicenda di Trani ci regoleremo secondo la governance aziendale. E informerò puntualmente il Cda su ogni minima novità al riguardo". Il direttore generale della Rai, Mauro Masi, in un'intervista al Corriere della Sera, parla dell'inchiesta che vede coinvolto fra gli altri il direttore del Tg1, Augusto Minzolini, delle intercettazioni e dei limiti ai talk show, sottolineando come per i palinsesti non si potesse fare di più: "Ci vorrebbe - ha chiarito - un altro indirizzo della Vigilanza...". Masi spiega anche di non aver "mai avuto pressioni da alcuno e di alcun tipo" per chiudere Annozero".
LE INTERCETTAZIONI PUBBLICATE DA REPUBBLICA E IL GIORNALE
Nel documento di 40 pagine, consegnato dalla magistratura di Trani alla Camera, ci sono stralci delle telefonate tra Silvio Berlusconi e Giancarlo Innocenzi, tra lo stesso commissario dell'Agcom e il direttore generale della Rai Mauro Masi, e una telefonata di Innocenzi a Gianni Letta per chiedergli di parlare con il presidente dell'Authority Corrado Calabrò. I verbali delle intercettazioni trasmessi a Montecitorio sono pubblicati oggi da Il Giornale e da Repubblica. Al telefono con Innocenzi, il Cavaliere si sfoga per gli attacchi ricevuti dal programma di Michele Santoro, Annozero, in particolare per le puntate sul pentito Gaspare Spatuzza e sul caso Mills. "Giovedì c'é ancora Spatuzza - dice Berlusconi - e fanno il processo a me, non a lui, come appartenente alla mafia. Allora se voi non riuscite a fare sta roba qua, allora non lo so proprio...".
Il premier, scrive il Giornale, è arrabbiatissimo per l'andamento a senso unico del programma e a Innocenzi dice: "Fate schifo, siete una barzelletta, che organismo siete e che ci state a fare. Non ne posso più, davvero fate qualcosa". Serve, secondo il Cavaliere, "una azione concertata" che consenta "di chiudere tutto". E suggerisce a Innocenzi di "fare un casino della Madonna, fai dichiarazioni pubbliche, tipo 'mi vergogno di appartenere a una autorita' che non decide niente (...). Adesso faccio una telefonata di fuoco al presidente dell'Authority". E di seguito: "Mi raccomando perché adesso entriamo in una zona di guerra veramente brutta". In un'altra telefonata, il premier avverte Innocenzi di stare attento "a parlare di Calabrò, perché ci sono voci, non so se siano vere, che sia sotto intercettazione". E il commissario Agcom risponde di credere di essere anche lui controllato.
Il 3 dicembre 2009, dalle trascrizioni, emerge una telefonata di Innocenzi anche al sottosegretario alla presidenza del Consiglio, per chiedere un suo intervento su Calabrò prima della puntata di Annozero sul caso Mills. "Stasera non potrebbe parlare di Mills essendoci il processo in corso", spiega Innocenzi a Letta - facendo riferimento alle "valutazioni" ricevute da "due amici magistrati" - ma per un intervento di Masi serve "una pezza forte", che a dirlo sia il presidente dell'Authority. "Tu - dice al sottosegretario - sei l'ultima spiaggia". Letta, scrive Repubblica, pronuncia alcuni commenti incomprensibili, poi taglia corto: "Proverò a cercarlo, grazie, ciao". Subito dopo, si legge ancora nelle carte pubblicate da Repubblica, Innocenzi chiama Masi e lo informa di aver parlato con Letta perché chiamasse Calabrò: "...adesso è informato anche Gianni, così abbiamo chiuso il cerchio, nessun può dire che non sapeva...".
Nell'intercettazione con il commissario Agcom, Masi torna sulla puntata di Annozero relativa al caso Mills: "dopo la D'Addario c'era spazio e modo per poter intervenire mille volte, non lo abbiamo fatto, non è stato fatto, e ci troviamo adesso questa roba qui, l'unica cosa che può servire veramente e che se lui (Santoro, ndr) fa la pipì fuori dal vaso stasera...". In un'altra conversazione tra il dg Rai e il commissario Agcom dopo colloqui con Berlusconi, Masi parla della Rai e fa un riferimento all'avvicendamento del direttore di Raitre. "...la stiamo aggiustando, stiamo facendo di tutto, abbiamo mandato via pure Ruffini, insomma voglio dire siamo riusciti a fare...".
Le vicende familiari e la causa De Benedetti - Il Cavaliere, al telefono con Innocenzi, si sfoga anche per le sue vicende familiari: "Mi stanno attaccando da tutte le parti - dice - sai quanto mi ha chiesto mia moglie? Tre milioni e 600 mila euro al mese. Fanno 45 milioni l'anno, novanta miliardi di lire, e siccome c'ha il giudice amico dell'avvocato (...) c'é il rischio che succeda che me li danno". Poi parla anche della causa con De Benedetti: "Il fisco mi chiede 900 milioni, De Benedetti ha già avuto una sentenza a favore, 750 milioni... Pensa te mia moglie 90 miliardi di vecchie lire, sono messo bene no? E poi - riporta Repubblica - le sentenze penali con dei giudici che sono dei killer invece di essere dei giudici".
17 marzo 2010