Cronaca

Rapporto salute 2009, italiani in crisi: rinunciano al dentista e sono sempre più grassi

 La crisi economica colpisce soprattutto la bocca degli italiani, sia nel senso che vanno molto meno dal dentista sia per ciò che mangiano, sempre più lontano dalla dieta mediterranea e sempre più causa di problemi di salute come l'obesità soprattutto al sud. La fotografia è scattata dal rapporto Osservasalute, giunto alla settima edizione, presentato a Roma al policlinico Gemelli. A trascurare la salute della bocca sarebbero quasi i due terzi degli italiani, si legge nel documento, mentre solo il 39,7% si è potuto permettere di sedersi dal dentista. Sul fronte della dieta gli italiani sembrano costretti a dover fare economia, e consumano poca frutta e verdura: solo il 5,6% mangia le cinque porzioni raccomandate al giorno.
Italiani sempre più grassi - Questo dato, unito al fatto che solo un italiano su cinque pratica uno sport regolarmente, rende i cittadini del bel Paese sempre più grassi: oltre uno su tre è in sovrappeso. In forte aumento invece è il consumo di farmaci antidepressivi, che è salito del 310% dal 2000 al 2008.
Divario tra Nord e Sud - Gli abitanti delle regioni settentrionali sono ad esempio più attenti alla salute, meno grassi e sedentari. Il Sud, invece, presenta crescenti fattori di rischio per malattie cardiovascolari e tumori, che infatti, proprio nelle regioni meridionali registrano un aumento di incidenza. Il divario è confermato anche dai giudizi sulla sanità da parte dei cittadini, molto migliori al nord. In Trentino Alto Adige si arriva quasi al 70% di soddisfatti, in Calabria la percentuale è del 14%. A riportare un giudizio maggiormente positivo sono infatti le Province Autonome di Bolzano e Trento e la Valle d'Aosta con la quota di coloro che esprimono un punteggio elevato (voto da 7 a 10) pari rispettivamente al 68,5%, 60,2% e 59,8% per gli uomini e 68,5%, 57,7% e 59,1% per le donne. Decisamente inferiore è la quota di cittadini soddisfatti di Calabria, Sicilia e Campania: rispettivamente 14,6%, 21,2% e 22,8% per gli uomini residenti in queste regioni e 15,9%, 21,6% e 23,0% per le donne
 
 
La spesa sanitaria - Si osserva un marcato gradiente Nord-Sud, con un minimo di 4,97% della Lombardia ad un massimo di 10,58% della Sicilia. Il Nord denuncia una percentuale della spesa sanitaria pubblica corrente media rispetto al PIL pari al 5,56%, il Centro pari al 6,61% e il Mezzogiorno (Sud ed Isole) pari al 9,73%. "Il Rapporto anche quest'anno conferma una progressiva divaricazione tra le diverse aree del Paese, con le regioni del Centro-Sud che appaiono sempre più in difficoltà - osserva Walter Ricciardi, direttore dell'Osservatorio - E le premesse per il futuro non sono rosee
Anziani sempre più soli - Oltre un anziano su quattro in Italia vive da solo, ma non sempre ha l'adeguata assitenza per la sua condizione, soprattutto al Sud. E’ la provincia di Trento ad avere il primato(33,4%) mentre fanalino di coda è la Basilicata (22,9%). Il documento, in cui sono stati elaborati dati Istat, afferma che il 27,1% degli over 65 vive in un nucleo monofamiliare, con una schiacciante maggioranza per le donne: 36,9% contro il 13,6%, soprattutto per la più alta speranza di vita. A questo fenomeno non sempre corrisponde però un adeguato aiuto: il dato nazionale dell'Assistenza domiciliare integrata, pari a 34,3 casi trattati, è in aumento rispetto al 2006 (31,9 per 1.000), ma la probabilità per un anziano del Sud di essere assistito è pari a meno della metà rispetto a un anziano del Nord (19,3 per 1.000 abitanti contro 43,8).
Le strutture per gli anziani - Anche per la presenza di strutture ltc (long term care) si nota un netto gradiente Nord-Sud. Il tasso complessivo è pari a 11,2 strutture ogni 100.000 abitanti. In tutto sono 223 mila gli anziani ospiti nei presidi residenziali di ltc. Particolarmente elevato appare il tasso di strutture nella Provincia Autonoma di Trento ed in Valle d'Aosta. Tra le regioni del Centro e del Sud, solo Toscana, Marche e Molise presentano un valore superiore alla media nazionale. La differenza è evidente considerando l'offerta di posti letto: tutte le regioni del Nord presentano un tasso di posti letto per 100.000 abitanti più elevato della media nazionale (511,5), mentre al Centro-Sud solo Marche e Molise superano tale valore.
16 marzo 2010
 
 
 
 
  
 

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