Il direttore del Tg1, Augusto Minzolini
Il direttore del Tg1, Augusto Minzolini 

Cronaca

Rai, ecco come Minzolini avvertì dell'inchiesta violando il segreto istruttorio

Trascorse poche ore dall'iscrizione nel registro degli indagati del direttore del Tg1, Augusto Minzolini, il quotidiano La Repubblica rivela alcuni interessanti retroscena in merito al coinvolgimento nell'inchiesta Rai-Agcom del direttore del Tg1, inquisito per "violazione del segreto istruttorio". In pratica, Minzolini, dopo esser stato sentito come persona informata sui fatti, chiamò un parlamentare vicino al presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, per informarlo di tutte le domande che gli erano state fatte nel finale dell'interrogatorio ovvero di quali rapporti ci fossero tra il suo telegiornale, l'Agcom e i vertici della Rai. "Sono a Trani. Mi hanno fatto un sacco di domande..."spiega al suo interlocutore. Minzolini, ovviamente, non sa di essere intercettato.
Quella telefonata che incastra Minzolini - Secondo quanto rivelano oggi il Corriere della Sera e Repubblica è stato dunque chiarito quale fosse il "reato commesso a Trani" di cui parlavano gli inquirenti due giorni fa: si riferisce dunque alla violazione dell'articolo 379 bis del codice penale. Minzolini, pur avendo ricevuto precise raccomandazioni in merito al segreto istruttorio, è indagato per aver svelato a una persona (un uomo appunto vicino al presidente del Consiglio) dettagli dell'inchiesta sul caso Rai-Agcom ovvero delle presunte pressioni da parte del premiere del commissario dell’Authority Giancarlo Innocenzi per impedire la messa in onda di Annozero, la trasmissione di Michele Santoro. La telefonata di Minzolin - sottolinea Repubblica - è stata fatta proprio da Trani, come dimostra la cella dalla quale è partita, e per questo motivo - secondo la Procura - la competenza dell'indagine è della città pugliese.
Intercettazioni fatali anche per il commissario di Agcom, Giancarlo Innocenzi - inquisito per il reato di favoreggiamento personale (art.378 del Codice penale). Sempre a Trani, il commissario dell'Authority nega dinnanzi ai finanzieri di aver ricevuto pressioni da parte di un pubblico ufficiale mentre si trovava nell'esercizio delle sue funzioni. Peccato che alcuni stralci di telefonate lo inchiodino senza riserve. Sarebbero ben 13 le chiamate - si legge nel quotidiano diretto da Ezio Mauro - nelle quali il premier Silvio Berlusconi non gli risparmia pesantissime critiche e apprezzamenti: "Dovresti dimetterti", "è una questione di dignità", "sono io ad averti messo in quel posto" sbotta il premier al telefono con Innocenzi, reo di non essere stato in grado di bloccare le trasmissioni a lui non gradite, come Annozero, Ballarò o Parla con me. 
 
 
16 marzo 2010
 
 
 
 
  
 

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