Nessuna marcia indietro in Commissione di Vigilanza sul regolamento sulla par condicio: è l'orientamento emerso oggi nel corso dell'audizione del direttore generale della Rai Mauro Masi. Il dg, su mandato del Cda, chiedeva una nuova determinazione della commissione sulle norme relative ai talk show. Ma la maggioranza della bicamerale ha ritenuto di confermare l'attuale formulazione del regolamento. E' fallito anche l'estremo tentativo di mediazione del presidente della Vigilanza, Sergio Zavoli che, dopo l'audizione di Masi - hanno riferito alcuni parlamentari - ha proposto di votare un documento interpretativo del regolamento. L'ipotesi è stata però poi accantonata. Già nel corso dell'audizione del dg Rai, diversi esponenti dell'opposizione avevano chiesto di mettere ai voti una risoluzione che 'svincolasse' i talk show Rai, spiegando che il regolamento non obbligava l'azienda a sospenderli. Ma la proposta è stata di fatto bocciata dalla maggioranza.
Zavoli: rimpallo stucchevole - "L'opinione pubblica giudica un po' stucchevole questo rimpallo sul regolamento per la par condicio, una querelle, un ribollire di cose, che riproducono sempre la stessa situazione senza venire a capo di nulla". In apertura dei lavori della Vigilanza il presidente della Commissione, Sergio Zavoli, ha stigmatizzato in questi termini il rimbalzo di responsabilità con l'azienda di questi giorni. Zavoli ha ribadito che in ogni caso "il regolamento non giustifica l'idea che si possa mettere la mordacchia alle trasmissioni di approfondimento politico", e replicando alle osservazioni del presidente della Rai, Paolo Garimberti, ha ricordato che "la Vigilanza aveva già battuto un colpo, chiedendo ai vertici dell'azienda di simulare con urgenza un palinsesto che salvasse i talk show". Poi arrivò la risposta di Masi: "Applicheremo il regolamento".
Garimberti: regolamento illegittimo - Disatteso dunque l'appello lanciato dal preseidnmete del Cda Rai, Paolo Garimberti, tornato sulla questione per ribadire che “la storia dei rimpalli comincia con il regolamento della Vigilanza, che è illegittimo”. A margine della presentazione a Palazzo Chigi della Giornata mondiale del Teatro, Garimberti risponde alle domande dei giornalisti: “Cosa mi aspetto dalla Vigilanza? Che batta un colpo”.
"Mi aspetto che si sblocchi la situazione" - Il Presidente della Rai spiega che lui le trasmissioni le avrebbe riprese lo stesso "anche senza il colpo della Vigilanza. La maggioranza del Consiglio ha voluto così, io mi rimetto alle decisioni della maggioranza. Sia chiaro però - aggiunge - che lo stop dei talk rende un pessimo servizio alla Rai, all'informazione e agli utenti. Ma la colpa non è solo dalla Rai è ab origine e quindi del regolamento". Quando "ci viene detto da Beltrandi - aggiunge - che potevamo andare in onda lo stesso, io rispondo che sì lo potevamo fare ma a rischio. Troppo facile dire potevate andare in onda con il rischio. Mi aspetto che si sblocchi la situazione".
Floris porta il suo programma sul web, il via a Torino - Intanto i conduttori "imbavagliati" si organizzano per bypassare il veto imposto dalla Rai. Dopo che Mentana porta sul sito del Corriere della sera il suo programma, Mentana condicio, prende il via il Giro d'Italia 4X4 di Giovanni Floris. Il talk show itinerante in quattro appuntamenti, tanti quante le puntate di Ballarò saltate a causa del regolamento sulla par condicio applicato dal Cda della Rai, partirà domani da Torino. La prima tappa - che vedrà il confronto tra i candidati Bresso e Cota (ore 11 nella sede dell'Associazione Stampa Subalpina) - annuncia il segretario della Fnsi, Franco Siddi - sarà trasmessa non in diretta da Rete Sette Torino (canale 846 della piattaforma satellitare). A dare copertura mediatica all'evento ci pensano anche Repubblica.it e Repubblica tv (in streaming). Ovviamente la Federazione Nazionale della Stampa, al fianco di tutti i conduttori "imbavagliati", mette a disposizione le immagini dal proprio sito e lancia il blog Giro d'Italia 4X4.
Intanto Altroconsumo ha deciso di intentare una class action contro la Rai per mancata fornitura del servizio pubblico d'informazione con lo stop ai talk show. "Gli utenti pagano il canone per poter fruire del servizio d'informazione - si legge nel sito dell'associazione - Servizio che è stato sospeso arbitrariamente per decisione del CdA RAI e che invece può essere fornito dalle emittenti private, dopo la bocciatura del Tar Lazio del provvedimento AGCOM per Sky, La7 e Mediaset". Con la class action Altroconsumo chiede il risarcimento del danno subito dagli utenti che pur pagando il canone non possono fruire del servizio pubblico d'informazione.
Federconsumatori e Adusbef sul piede di guerra - "Alla luce della grave decisione del Cda Rai di rinviare di nuovo alla Commissione di Vigilanza la decisione sulla rimessa in onda dei talk show informativi, sottraendosi, di fatto, dalla responsabilità di assumere tale scelta, abbiamo deciso di continuare con risoluzione la nostra battaglia già intrapresa per la difesa del diritto all'informazione dei cittadini", sostengono in una nota congiunta, Federconsumatori ed Adusbef. "Non solo, come già annunciato, ricorreremo al Consiglio di stato, ma stiamo valutando l'opportunità, dandone comunicazione al Cda Rai, di mettere in campo tutte le pratiche per avviare una class action per la restituzione di un dodicesimo del canone Rai versato dagli utenti del servizio pubblico", dichiarano Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti. "Tale rivendicazione emerge in ragione dei doveri previsti dal Contratto di Servizio della Rai per cui si paga il canone e della 'difformità', nell'intero mese di marzo, rispetto ai programmi diffusi. A maggior ragione a ridosso di un momento delicato ed importante quale è, appunto, l'appuntamento elettorale. In ogni caso, un fatto è certo: nessuno potrà mai 'rimborsare' i cittadini per le carenze di democrazia che tale provvedimento ha determinato nel nostro Paese".
Sit in dell'Idv alle 14 - "L'Italia dei Valori sarà al sit in davanti a Palazzo San Macuto, sede della commissione di Vigilanza, oggi alle ore 14.30, per la libertà d'informazione, per 'vigilare sulla vigilanza'. Saremo lì a manifestare per la ripresa dei programmi d'informazione politica". Lo annuncia in una nota il senatore Stefano Pedica. A San Macuto è atteso oggi in audizione il direttore generale della Rai, Mauro Masi, che ieri ha avuto mandato dal cda di acquisire le "valutazioni di competenza" della Vigilanza in materia di par condicio - dopo la pronuncia del Tar del Lazio che ha portato all'annullamento del regolamento per le tv private - e ha scritto alla commissione affinché assuma "le eventuali determinazioni" legate alla sua funzione di indirizzo.
16 marzo 2010