Cronaca

Sciopero, la Cgil: quasi un milione in piazza. Strappo tra i sindacati sull'articolo 18

Alle manifestazioni indette dalla Cgil in circa 100 piazze italiane in occasione dello sciopero generale hanno partecipato quasi un milione di persone. La cifra è stata stimata dagli organizzatori sottolineando che nelle piazze principali (Roma, Firenze, Milano e Padova dove è intervenuto il segretario generale Guglielmo Epifani) hanno partecipato ai cortei oltre 40.000 persone). Il segretario confederale responsabile dell'organizzazione Enrico Panini ha parlato di adesione allo sciopero (quattro ore in tutti i comparti e otto nel pubblico impiego e nel settore bancario) "molto alta". 
Epifani: un paese in ginocchio - "C'è un paese che ha le pezze. I lavoratori stanno male, la disoccupazione aumenta, soprattutto nelle aree più industrializzate. Il Governo non fa nulla". Lo ha detto il segretario della Cgil, Guglielmo Epifani, nel corso della manifestazione nazionale indetta a Padova in occasione dello sciopero generale promosso dalla Cgil. "Il fisco - ha aggiunto - lo pagano solo i lavoratori ed i pensionati. Il Governo abbassa i diritti anche attraverso una sorta di arbitrato che costringe il lavoratore a rinunciare al giudice del lavoro. tutto questo non è possibile nel momento in cui il paese sta sprofondando. Questo è il senso dello sciopero - ha aggiunto - che richiede un progetto chiaro per l'Italia ed investimenti, occupazione, difesa dei redditi, un fisco che viene pagato da chi ha i patrimoni e non da chi lavora". Uno sciopero insomma a difesa dei diritti.
Gli slogan degli studenti - “Ci vogliono ignoranti ci avranno ribelli” - E' lo slogan dei cortei studenteschi che si stanno svolgendo nelle principali città, a partire dalle metropoli, in molte delle quali la protesta studentesca si unisce allo sciopero generale dei lavoratori. "Negli ultimi mesi - si legge nei documenti dell'Uds e Link - il governo Berlusconi ha dichiarato esplicitamente, attraverso specifici provvedimenti, le proprie intenzioni: affamare la scuola pubblica, rendere definitivamente private le università e cancellare la ricerca libera dal territorio nazionale. Il piano, in sintesi, è condannare la nostra intera generazione all'ignoranza.
La Cisl: sciopero fallimentare - "Nonostante l'apporto della politica che ricerca le piazze per la sua campagna elettorale - afferma il segretario confederale Anna Maria Furlan - lo sciopero della Cgil ha avuto scarsissime adesioni in tutta Italia ed è stato un evidente fallimento. Rispettiamo naturalmente le scelte degli altri sindacati e quei pochi lavoratori che hanno aderito alla protesta. Ma con lo sciopero non si può rispondere alla crisi. Anzi, si fa solo pagare un prezzo inutile ai lavoratori". Secondo Furlan si è trattato di "una scelta politica. Noi siamo fiduciosi - ha aggiunto - che dopo le elezioni regionali si aprirà finalmente un tavolo di confronto sulla riforma fiscale. Proprio su questi temi: fisco, sviluppo ed occupazione c'è bisogno di interazione seria e corretta tra le forze sociali, tutte, ed in particolare tra i sindacati. Finché il segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani, pensa di fare da solo, scelte, strategie ed azioni di conflitto, la Cgil, continuerà ad indebolire se stessa e l'unità del movimento sindacale confederale".
Strappo della Cgil con Cisl e Uil sull'arbitrato - La Cgil scende in piazza, e lo fa dopo il nuovo strappo delle altre organizzazioni sindacali sull'articolo 18: Cisl e Uil hanno infatti firmato al ministero del Lavoro una "dichiarazione comune" sull'arbitrato. Esclusa la firma della Cgil che considera l'arbitrato ''palesemente incostituzionale'', come ribadito da Guglielmo Epifani. Epifani ha detto che si cerca, con questa legge, "di introdurre un arbitrato forzoso che costringe il lavoratore a rinunciare quello che la Costituzione gli consente, cioé di ricorre al giudice del lavoro quando vengono violati i diritti di un contratto e i diritti di una legge". Indicando di ritenere che è una norma incostituzionale, il segretario della Cgil ha ribadito che sarà una norma "che noi combatteremo e faremo rimuovere. Il primo passo si è avuto rimuovendo l'articolo 18 dal novero di questo arbitrato. Ma non basta perché la legge è sbagliata". Una legge, ha detto, che sottrae un diritto al lavoratore perché con l'arbitrato rinuncerà per tutta la sua vita lavorativa a rivolgersi ad un giudice del lavoro.
12 marzo 2010
 
 
 
 
  
 

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