Pier Paolo Pasolini (1922-1975)
Pier Paolo Pasolini (1922-1975) 

Cronaca

Pasolini e i retroscena economici delle stragi nel capitolo rubato di "Petrolio"

di Cristiano Sanna
Il 12 marzo avrebbe dovuto stare finalmente di fronte agli occhi di tutti. Dei visitatori pronti ad affollarsi al Palazzo della Permanente di Milano durante la XXI Mostra del libro antico. Dei giornalisti e degli operatori televisivi lesti a parlarne e a mostrarlo. E' il dattiloscritto scomparso dal carteggio che avrebbe dovuto comporre Petrolio, romanzo postumo di Pier Paolo Pasolini, uscito incompiuto nel 1992. Il senatore Marcello Dell'Utri (fondatore di Forza Italia e condannato per frode fiscale e associazione mafiosa) ne ha annunciato la presentazione per poi tornare in parte su quanto dichiarato: "Speravo di avere il capitolo scomparso di Petrolio per la mostra ma a questo punto non credo che faremo in tempo". Il motivo? "Chi me l'ha proposto è poi sparito. Forse il clamore che ne è seguito lo ha spaventato".
Insomma, restano poche speranze di vedere esposto a Milano il capitolo inedito, intitolato Lampi sull'Eni e, pare, rubato dallo studio dell'intellettuale assassinato il 2 novembre 1975 (ma il furto è stato smentito da Graziella Chiarcossi, cugina di Pasolini). Dell'Utri annuncia che alla Mostra del libro antico saranno esposte ottanta foto inedite di Pasolini, l'introvabile libro di Giorgio Steimetz su Eugenio Cefis, presidente dell'Eni nel 1967 dopo la misteriosa morte di Enrico Mattei, e un secondo scritto finora introvabile, sempre sulla controversa figura di Cefis. Ma a calamitare l'attenzione generale è l'inedito pasoliniano, che nelle parole di Dell'Utri: "E' inquietante. Parla di temi e problemi dell'Eni, parla di Cefis, di Mattei e si lega alla storia del nostro Paese". Quei retroscena che legano alle lotte di potere interne all'Eni le morti di Pasolini, Mattei e del giornalista Mauro De Mauro, sono stati ricostruiti nel libro Profondo nero, edito da Chiarelettere e scritto da Sandra Rizza e Giuseppe Lo Bianco. Del Pasolini ritrovato abbiamo parlato con quest'ultimo.
Lo Bianco, il ritrovamento delle pagine inedite di Petrolio potrebbe riaprire l'inchiesta sulle circostanze della morte di Pasolini e fornire nuovi scenari sulla strategia della tensione. Lei che idea si è fatto?
"Certo la curiosità è enorme. Anche perché oltre alla nota bibliofilia di Marcello Dell'Utri c'è il fatto che il padre del senatore, Alfredo, era socio di Vito Guarrasi, l'uomo di Cefis in Sicilia proprio durante gli ultimi giorni di Mattei, prima della morte dell'ingegnere. Le vicende di quel periodo erano oggetto delle ricerche di Mauro De Mauro, giornalista de L'Ora di Palermo ucciso mentre compiva indagini sul caso Mattei per conto del regista Francesco Rosi".
E' enorme anche la curiosità degli inquirenti, dato che l'avvocato Stefano Maccioni, che insieme alla criminologa Simona Ruffini ha presentato al tribunale di Roma l'istanza per riaprire le indagini sulla morte di Pasolini, ha chiesto il sequestro del misterioso manoscritto offerto a Dell'Utri.
"Non potrebbe essere diversamente. C'è da capire da quale documentazione Pier Paolo Pasolini attingesse mentre scriveva Petrolio, trasfigurando il tutto in denuncia sociale in forma di romanzo. E da chiarire chi abbia presentato il dattiloscritto rubato a Dell'Utri".
Possibile che Pasolini fosse venuto in possesso del libro Questo è Cefis, scritto da Giorgio Steimetz, alias Gugliemo Ragozzino, uomo di Mattei nel periodo in cui si consumavano le lotte di potere interne all'Eni?
"Il poeta Dario Bellezza tempo fa dava per certo che Pasolini avesse ottenuto carteggi importanti sui retroscena dell'Eni da un notabile della Dc. Il pm di Pavia, Vincenzo Calia, che ha indagato a lungo sulla morte di Mattei, ha detto che il poeta ebbe in visione il libro di denuncia sull'operato di Cefis, poi diventato introvabile per molti anni. Queste potrebbero essere state fonti su cui basarsi per scrivere Petrolio".
Il libro di Steimetz/Ragozzino, stando alle dichiarazioni di Dell'Utri, sarà messo in mostra a Milano. Ce n'è abbastanza per riprendere a parlare di uno dei periodi più controversi della storia recente d'Italia.
"Non c'è dubbio. Quelle carte, così come il dattiloscritto rubato a Pasolini, ammesso che esista davvero, possono aggiungere dati importanti nel dimostrare il ruolo della destra economica nella strategia della tensione che ha avvelenato e insanguinato il nostro Paese, e che con tutta probabilità non si è ancora esaurita".
09 marzo 2010
 
 
 
 
  
 

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