Gli operai della Vinyls nell'ex carcere dell'Asinara (foto da Facebook)
Gli operai della Vinyls nell'ex carcere dell'Asinara (foto da Facebook) 

Cronaca

Benvenuti su "L'isola dei cassintegrati", in diretta Web l'ultima battaglia degli operai

di Cristiano Sanna
Il 24 Febbraio 2010 una ventina di operai Vinyls (ex Enichem di Porto Torres), in cassa integrazione da quattro mesi, è sbarcato sull'isola dell'Asinara e ha occupato le sale del vecchio carcere in disuso. E' cominciato così L'isola dei Cassintegrati, reality online dove nessuno è famoso, tutti sono senza lavoro e la diretta si può seguire su Facebook, dove i sostenitori dell'iniziativa hanno superato i 46 mila (15 mila in più nelle ultime 24 ore). Trincerati in un'isola che diventa simbolo dell'Italia in crisi di lavoro e occupazione, lavoratori di tutte le età lottano per conservare il proprio posto di lavoro. Niente yacht, locali per miliardari, facili isterie mediatiche e soubrette su quest’isola. Solo rabbia e dignità che si rifuta di cedere alla disperazione di fronte alla mancanza di risposte di una società a controllo statale - gruppo Eni - che bada a far quadrare i conti macinando le vite di intere famiglie.
Nelle ultime ore si è aperto qualche spiraglio nella trattativa che vede protagoniste l'Eni e la Ramco del Qatar, che potrebbe rilevare gli stabilimenti in Italia. Il punto della situazione si farà all'inizio della prossima settimana, nel frattempo i commissari nominati dal Tribunale di Venezia possono dare il via al bando per la cessione (anche per una gestione provvisoria) degli impianti Vinyls. Come già scritto, il miglior modo per informarsi su L'isola dei cassintegrati è seguire la diretta sulla pagina Facebook. La gestiscono Michele Azzu (da Londra) e Marco Nurra (dalla Spagna), in contiinuo contatto con gli operai all'Asinara. Ne abbiamo parlato con loro.
Qual è la quotidianità degli operai della Vinyls asserragliati nelle carceri in disuso sull'isola? Che notizie avete da loro?
"Certo non si trovano in una situazione confortevole. Nelle ultime ore il maltempo e  il grecale stanno creando grandi problemi. Soprattutto di comunicazione. Ma con pazienza stiamo in contatto telefonico e riportiamo tutte le ultimissime su Facebook. Dove la gente segue, commenta, si schiera e solidarizza con i lavoratori".
Come è nata l'iniziativa de L'isola dei cassintegrati? Dal basso per poi salire fino alla finestra del Web, o in senso contrario?
Michele Azzu - "L'iniziativa è nata dal basso, dalla base operaia, che dopo aver protestato per quattro mesi senza che nessuno la notasse a livello nazionale ha deciso di inventarsi una protesta che facesse "il verso" ai tanti reality record di ascolti. Io sono figlio di uno degli operai, ho saputo da mio padre Salvatore dell'idea degli operai Vinyls di occupare l'ex carcere dell'Asinara. Così ho pensato che fosse essenziale creare una comunità virtuale per sostenere questa protesta. Io sto a Londra dove faccio il musicista. Dopo aver creato il gruppo ho immediatamente contattato Marco Nurra, mio amico che vive a Madrid dove lavora come stagista nel quotidiano spagnolo El Mundo. Insieme è stato possibile organizzare la strategia migliore per il gruppo su Facebook".
Marco Nurra - "Esistono gruppi di Facebook che io definirei passivi. Nonostante raggiungano a volte anche 50.000 iscrizioni il loro ruolo rimane puramente passivo. Per esempio: iscrivendoci a un gruppo chiamato Cappellacci sei un servo l'unica cosa che facciamo è usare la "vetrina virtuale" per descrivere noi stessi e quello che pensiamo. Noi siamo voluti andare oltre. Era fondamentale coinvolgere le persone in una iniziativa di sostegno pratico, attivando strategie che ci permettessero di arrivare ai media nazionali. A quanto pare la cosa sta funzionando".
La diretta di questo tragicomico reality show sui reali problemi dei lavoratori viene aggiornata via Facebook. Ma come avviene la comunicazione con gli operai, dato che le linee telefoniche all'Asinara sono piuttosto instabili?
Michele - "È curioso che proprio io e Marco, pur vivendo all'estero, riusciamo a gestire senza grandi problemi la diretta. Tra di noi comunichiamo con Skype, mail e social network. Per parlare con gli operai usiamo Facebook, ma loro non hanno una connessione a Internet fissa. Si collegano con una chiavetta usb che molte volte dà problemi a causa della scarsa copertura della Rete. La maggior parte delle volte li chiamo e parliamo per telefono".
Un primo importante aggiornamento sul futuro della Vynils si avrà dalle trattative in corso tra Eni e Ramco Qatar. Cosa ci si aspetta dall'incontro della prossima settimana?
Marco - "Gli operai della Vinyls sono abituati a sentir parlare di probabili accordi. Molte promesse sono state fate durante questi anni. Basti pensare che durante la scorsa campagna elettorale regionale lo stesso Berlusconi, insieme al ministro Scajola e al governatore Cappellacci assicurarono ai lavoratori di Porto Torres la Vinyls sarebbe stata salvata. Vediamo tutti come stanno andando le cose. Finché non ci sarà l'accordo promesso e un contratto, gli operai rimarranno sull'isola".
Vi aspettavate che l'iniziativa avesse tanta risonanza?
Marco - "Come hanno detto gli operai stessi, il fatto che sia necessario fare leva sulla parodizzazione di un reality appoggiandosi a un social network dà da pensare su come la società sia cambiata".
Sulla bacheca online de L'isola dei cassintegrati non solo si moltiplicano messaggi di solidarietà e offerte di aiuto concreto immediato, ma anche esperienze di precariato e perdita del lavoro. Il Web è diventato la piazza dove mettere in scena uno psicodramma collettivo. Ma davvero sarà la Rete a far rinascere l'impegno sociale e l'attivismo politico?
Michele - "La bacheca è uno spazio importantissimo del gruppo. Rafforza la determinazione dei cassintegrati in protesta. Ma è anche un momento di scambio di contatti e informazioni, Le persone si offrono di aiutarci a coordinare il gruppo, a promuoverlo, a fare la rassegna stampa mattuttina, a scambiarci informazioni utili al di là del caso Vinyls".
Marco - "Mi chiedete se la Rete possa far rinascere l'impegno politico? Forse lo sta gia facendo da molto tempo. Ma in realtà il grande vantaggio è che può essere usata per portare temi diversi dal solito all'attenzione dei grandi media. Noi l'abbiamo usata per creare la notizia e farla emergere in tutta la sua reale drammaticità".
10 marzo 2010
 
 
 
 
  
 

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