Il Consiglio d'amministrazione della Rai, a maggioranza, ha deciso lo stop ai talk show per un mese, fino al voto delle regionali. Lo ha reso noto il consigliere d'amministrazione Giorgio Van Straten che ha espresso la sua contrarietà alla decisione.
La decisione - "In pratica il Direttore Generale della Rai, col sostegno della maggioranza del Consiglio di Amministrazione, ha deciso di sopprimere per un mese l'informazione sulla televisione pubblica. Restano i notiziari, ma questo, visti i comportamenti dell'attuale direzione del Tg1, non può rassicurare nessuno". Così il consigliere d'amministrazione Giorgio Van Straten comunica la decisione che ha preso oggi la Rai in applicazione del controverso regolamento per l'applicazione della par condicio.
Van Straten: "Scelta sbagliata" - "E' una scelta sbagliata - sostiene Van Straten - perché fa venir meno il nostro dovere di servizio pubblico, crea polemiche e conflitti esterni, procura un danno alla Rai in termini di ascolti e quindi anche di ricavi pubblicitari. Come Consigliere di Amministrazione ho espresso la mia totale contrarietà a questa scelta di applicazione del regolamento della Vigilanza, un regolamento che oltretutto molti autorevoli giuristi hanno valutato come incostituzionale".
Per Vita "la Rai è più realista del re" - Per il senatore del Pd e membro della commissione di vigilanza della Rai, Vincenzo Vita "la Rai di questi tempi non poteva purtroppo che produrre un regolamento sulla campagna elettorale più realista del re. Non era un atto dovuto e neppure il testo votato a maggioranza dalla commissione di Vigilanza lo imponeva. Tantomeno la legge sulla par condicio, che - anzi - viene bellamente aggirata. E' una scelta del tutto sbagliata che, con la forza dei numeri, impone al Paese un servizio pubblico dimezzato", dichiara. "Proprio quando il servizio pubblico dovrebbe esercitarsi nel massimo della sua espressione. Inoltre, è un oltraggio alla sintassi televisiva, che viene snaturata con un atto di imperio. C'é da sperare che la scelta di oggi non rimanga senza risposta", conclude Vita.
01 marzo 2010