Ha portato il figlio adottivo, un bambino di 5 anni nato in Burkina Faso, un paese dell'Africa Occidentale, in una strada di campagna lungo la provinciale Tuscanese, alle porte di Viterbo. Lo ha colpito con un oggetto contundente alla testa, provocandogli un profondo taglio dalla fronte alla nuca e gli ha lesionato gravemente il fegato; poi ha fatto manovra con l'auto per allontanarsi e lasciare il piccolo in fin di vita disteso sulla strada sterrata in una pozza di sangue.
Così ha agito la madre adottiva del piccolo ma mentre stava per ripartire è sopraggiunto un automobilista che, visto il corpicino, si è fermato e ha chiamato la polizia. La donna, vistasi scoperta, ha preso il bambino, lo ha messo in auto e, scortata dalla polizia l'ha portato in ospedale.
Si tratta di una donna nigeriana di circa 50 anni, sposata da oltre 20 con un viterbese; lei titolare di un piccolo esercizio commerciale e lui impiegato, che è stata fermata la scorsa notte dagli uomini della squadra mobile di Viterbo, diretta dal vice questore Fabio Zampaglione.
La ricostruzione dell'episodio, avvenuto il 2 febbraio scorso, è stata fatta stamani, in una conferenza stampa, dal questore di Viterbo Gianfranco Urti e dallo stesso Zampaglione. I medici dell'ospedale di Belcolle, constatate le gravi condizioni del bambino, lo hanno fatto trasferire in elicottero nel policlinico Gemelli a Roma, dove ora è ricoverato nel reparto di terapia intensiva.
Nei giorni scorsi il piccolo è stato operato al fegato. Attualmente le sue condizioni sono in via di miglioramento. Oggi dovrebbe essere sciolta la prognosi e il bimbo trasferito in un reparto di degenza.
10 febbraio 2010