Calisto Tanzi deve essere condannato a 11 anni e un mese di reclusione, è questa la richiesta della Procura generale di Milano nel processo milanese d'Appello sulla vicenda del crac Parmalat del 2003. Chiesto quindi un aumento di pena per l'ex patron del gruppo, condannato in primo grado a 10 anni di reclusione.
Tre e 5 anni per gli altri imputati - Il sostituto procuratore generale Elena Maria Visconti, nella sua requisitoria, ha definito Tanzi "il maggior beneficiario" degli aggiotaggi compiuti e il "principale protagonista" del crac. La Procura generale ha chiesto inoltre la condanna, a pene comprese tra i 3 anni e i 5 anni di reclusione, per gli altri sei imputati, tra cui tre ex funzionari di Bank of America, che erano stati assolti in primo grado.
Tanzi occultò beni con danno ai risparmiatori - Il sostituto procuratore generale ha fatto riferimento anche ai
quadri recentemente sequestrati all'ex patron del gruppo di Parma. "Tanzi - ha spiegato il magistrato - ha continuato ad occultare beni di ingente valore, senza dare mai ristoro ai danneggiati" dal crac. Il sostituto pg ha parlato di una "pervicacia" da parte di Tanzi, "che al di là delle sue proteste verbali di innocenza, con le quali ha sostenuto di non aver mai voluto danneggiare chicchessia, invece ha continuato ad occultare beni di ingente valore" ai danni dei risparmiatori.
No ad attenuanti generiche - Il sostituto pg, nel chiedere un aumento di pena per Tanzi, ha spiegato che l'imputato deve essere riconosciuto colpevole di alcuni episodi di aggiotaggio, in particolare relativi al comparto brasiliano del gruppo, per il quali Tanzi invece era stato prosciolto in primo grado. L'accusa ha sostenuto che a Tanzi non possano essere concesse le attenuanti generiche, come a Luca Sala, ex funzionario di Bofa, per cui sono stati chiesti 5 anni di reclusione.
Pg critica tribunale per assoluzioni - Nel corso della loro requisitoria al processo milanese d'Appello sul crac Parmalat, il sostituto procuratore generale Elena Maria Visconti e il pm Eugenio Fusco hanno criticato la decisione dei giudici di primo grado che hanno assolto tutti gli imputati, eccetto Calisto Tanzi e la società di revisione Italaudit. L'accusa ha fatto più volte riferimento alla "erronea valutazione" da parte del Tribunale delle dichiarazioni rese in aula da alcuni imputati. Nella scorsa udienza il pm Fusco aveva spiegato che i giudici della prima sezione penale di Milano nell'assolvere gli ex consiglieri indipendenti del gruppo avevano valutato male gli interrogatori resi in aula e inoltre erano caduti "in un enorme equivoco", assolvendo anche i tre ex funzionari di Bank ok America". Oggi il sostituto pg Visconti, riferendosi in particolare all'assoluzione di Giovanni Bonici, ex presidente di Parmalat Venezuela, ha chiarito che i giudici di primo grado "anche in questo caso hanno riconosciuto a lui la buonafede e a suo vantaggio è andata l'aureola del 'finto tonto' che si è costruito". Secondo il magistrato, l'assoluzione di Bonici è stata "una vera e propria ingiustizia".
10 febbraio 2010