Manifestazione a sostegno dell'istituzione del testamento biologico (Ansa)
Manifestazione a sostegno dell'istituzione del testamento biologico (Ansa) 

Cronaca

Biotestamento: i cittadino lo vogliono ma il governo prepara un ddl che dà ai medici l'ultima parola

di C. M.
A un anno dalla morte di Eluana la società italiana si è fatta una sua opinione sul fine vita e si mostra matura per una legge sull’istituzione del testamento biologico. La politica, invece, ancora dibatte e fa di tutto per promulgare una norma che, per come è concepita, scontenterà i più.
L’opinione pubblica - Dall'ultimo Rapporto Eurispes è emerso che ben l'81,4% degli italiani è favorevole a una legge che istituisca in Italia il testamento biologico, mentre il 74,5% dei cittadini non condivide l'ipotesi che il medico possa opporsi alle volontà espresse dal paziente nelle dichiarazioni anticipate di trattamento. La legge sul testamento biologico, ora all'esame della Commissione Affari sociali della Camera, se venisse approvata senza modifiche rispetto al testo licenziato dal Senato, andrebbe invece in direzione opposta.
Marino: no all’imposizione di idratazione e nutrizione - A spiegarlo è il senatore Pd Ignazio Marino che, dai microfoni di Caffè di Rainews24, precisa: "Il testo sul testamento biologico proposto dalla maggioranza fissa all'articolo 3 l'obbligo di idratazione, indipendentemente dalle volontà che sono state espresse dal paziente". "Il Paese - secondo Marino - farebbe fatica ad accettare norme contro le evidenze scientifiche e le libertà individuali, contro la libertà di scelta sulla sospensione di idratazione e nutrizione artificiali, contro la natura vincolate delle dichiarazioni anticipate di trattamento, contro il diritto fondamentale di proseguire oppure di sospendere alcune terapie".
Libertà e autodeterminazione - Marino ricorda come fu un "giovanissimo Aldo Moro" a chiedere ed ottenere che la Costituzione prevedesse "che nessuno sia obbligato a ricevere cure che non vuole", quindi una norma in violazione di questo principio dovrebbe essere anticostituzionale. È quando si augurano i tanti che, a dispetto dell’attuale vuoto normativo, sono corsi a firmare il proprio biotestamento con l’intenzione di difendersi da uno Stato che crede di sapere come sia giusto vivere e morire e quindi di poterlo imporre a tutti i cittadini.
Roccella: ddl entro l'estate - Il governo invece va dritto per la sua strada. Un esecutivo che in più occasioni si è mostrato populista e attento alle indagini demoscopiche, in questa occasione ha allo studio un disegno di legge che ignora l’opinione della maggioranza della popolazione. Il sottosegretario alla Salute, Eugenia Roccella è convinta che " il ddl sul testamento biologico sarà approvato entro l'estate perché, come abbiamo promesso, in Italia non devono più esserci casi Eluana".
Sondino obbligatorio - L'esponente del Governo è intervenuta al convegno nazionale "Eluana, il passato e la speranza", a un anno esatto dalla sospensione del trattamento di idratazione e dell'alimentazione per la Englaro, morta il 9 febbraio 2009 nel capoluogo friulano dopo 17 anni di stato vegetativo persistente. "Il punto qualificante del ddl - ha spiegato Roccella - è che l'idratazione e l'alimentazione non sono terapie e quindi non si possono sospendere. Si tratta di accudimento - ha proseguito - cure quindi che possono essere prestate anche da personale non sanitario e che, se sospese, portano alla morte anche una persona sana".
La decisione ultima spetta al medico - Roccella ha spiegato che l'iter del ddl si è concluso in Senato e che alla Camera saranno proposte alcune modifiche. "Ma senza cambiare - ha precisato - gli altri punti qualificanti di un testo che giudichiamo buono ed equilibrato. E cioè - ha proseguito - che il testamento debba essere scritto e debba avvenire dopo il consenso informato, e che quindi non valgono dichiarazioni rilasciate su Internet e in vari altri modi". "Le dichiarazioni anticipate di trattamento - ha sottolineato Roccella - sono un elemento di volontà proposto in differita e devono essere riportate all'interno di un'alleanza terapeutica. Non possono essere proposte - ha aggiunto - come una volontà assoluta. Una valutazione spetta anche al medico, che non può essere considerato un erogatore di servizio on demand".
Evitare contenziosi come il caso Eluana - Roccella ha concluso osservando che "è necessario completare rapidamente l'iter perché, se tardassimo, potrebbero ripetersi altri casi Eluana. Molte dichiarazioni anticipate di volontà sono state raccolte in questi mesi in modo irrituale, e qualcuno di questi casi potrebbe sfociare in un contenzioso".
08 febbraio 2010
 
 
 
  
 

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