Le preoccupazioni per la pandemia da influenza H1N1 sono ormai alle spalle, ma sembra arrivato il momento delle riflessioni sulle cose che non quadrano, a partire dall’acquisto di milioni di dosi non utilizzate e, comunque, da pagare. Il ministero della Salute, attraverso l'unità di crisi, sta valutando cosa fare di nove milioni di vaccini già consegnati alle Regioni e di altri 10 milioni che non sono stati ancora prodotti. Lo ha confermato il ministro della salute Ferruccio Fazio spiegando che la questione è all'attenzione degli esperti del ministero, i quali hanno già affrontato il punto che verrà messo nell'ordine del giorno anche la prossima settimana. "Giovedì, al massimo venerdì - ha detto Fazio - avremo un quadro più chiaro della situazione".
L'accordo segreto pubblicato sul Web - Le polemiche erano state ingigantite quando
Altreconomia aveva pubblicato l’accordo “segreto” tra il ministero della salute e la multinazionale Novartis. Una scrittura privata per l'acquisto diretto di 24 milioni di dosi di vaccino contro la nuova influenza al costo di 184 milioni di euro, iva inclusa (168milioni più 16.800.000 di Iva). Il testo dell'accordo, rimasto fino al momento sconosciuto, è stato pubblicato, anche se con molti omissis, dal sito: risale al 21 agosto del 2009 ed è firmato dal direttore generale del ministero, Fabrizio Oleari, e dall'amministratore delegato di Novartis Vaccines, Francesco Gulli. Secondo quanto stabilito, la Novartis è obbligata a produrre le dosi di vaccino e a consegnarle nei tempi stabiliti rispettando l'accordo esperendo tutti gli "sforzi commercialmente ragionevoli".
Condizioni troppo favorevoli per Novartis - Peraltro, nel caso di impossibilità di consegna del vaccino da parte di Novartis, "le parti troveranno di comune accordo un termine diverso di consegna, con esclusione di qualsiasi altro rimedio da parte del Ministero". Le condizioni contrattuali erano subito risultate troppo favorevoli a Novartis. Fra le clausole, l'assenza di penali, l'acquisizione da parte del ministero dei rischi e il risarcimento alla multinazionale per eventuali perdite.
22 gennaio 2010