Una nuova stretta sulla Rete e le sue applicazioni deriva dal decreto del governo sulla tv e Internet. In pratica il Garante è chiamato ad esplicare un controllo puntuale affinché i siti Web rispettino le norme sul diritto d’autore. Bisognerà stare attenti, dunque, all’utilizzo di filmati tratti da altre fonti perché ciò potrebbe comportare anche delle sanzioni.
Il decreto è quello che tolse pubblicità a Sky - Il decreto fatale è quello del periodo natalizio famoso per aver sottratto quote di pubblicità a Sky. Adesso il decreto è arrivato in Parlamento per il parere, per altro non vincolante, dei senatori, ed è atteso a breve anche il passaggio alla Camera. Il provvedimento mette sullo stesso piano la tv normale e quella via Internet. Stabilisce in maniera chiara, inoltre, che i telegiornali e gli altri contenuti messi in Rete sono obbligati a rettificare eventuali notizie sbagliate con le stesse modalità a cui sono chiamati attualmente i telegiornali televisivi.
Gentiloni parla di "vero blitz" - Sulla vicenda è intervenuto il responsabile comunicazione del Pd Paolo Gentiloni che ha parlato di “vero e proprio blitz”. "Il governo si accinge a modificare una parte rilevante della normativa su tv e Internet senza alcun coinvolgimento del Parlamento", ha detto il parlamentare dell’opposizione parlando di "vero e proprio blitz affidato al decreto di recepimento della direttiva Ue sul 'product placement', approvato a metà dicembre. Il Parlamento - accusa Gentiloni in una nota - ha potuto conoscere solo in questi giorni e a cose fatte un decreto che configura un clamoroso eccesso di delega. Il recepimento della direttiva Ue è, infatti, solo un pretesto per accrescere gli affollamenti pubblicitari su Mediaset e diminuirli su Sky, nonché per cancellare le norme a sostegno della produzione indipendente di fiction e del cinema italiano, introdotte dai governi del centrosinistra nel '98 e nel 2007''.
Limitazioni alla Rete - "Altrettanto grave - prosegue l'esponente del Pd - è il blitz nei confronti di Internet. Il decreto, infatti, sottopone la trasmissione di immagini sul web (dalle web tv a YouTube) a regole tipiche della televisione e a una preventiva autorizzazione ministeriale, con una incredibile limitazione dell'attuale modalità di funzionamento della rete". "Da domani - conclude Gentiloni - daremo battaglia in Parlamento per contrastare questo ennesimo stravolgimento delle regole a vantaggio di una logica aziendale".
14 gennaio 2010