"Ci vuole più rispetto per questa sentenza che risulta assolutamente equilibrata": a dirlo è l'avvocato Francesco Maresca, legale di parte civile per la famiglia di Meredith Kercher nel processo ad Amanda Knox e a Raffaele Sollecito, che ha così commentato le polemiche legate alla condanna della giovane americana a 26 anni di reclusione (25 quelli inflitti al suo ex fidanzato). "Siamo stupiti - ha spiegato Maresca - da una reazione così forte e dalle reazioni da parte dell'opinione pubblica americana, e non solo, per una sentenza emessa da un'autorità italiana così importante come la Corte d'Assise di Perugia". Un pronunciamento - ha sottolineato il legale - arrivato "dopo un dibattimento che ha permesso di accertare in ogni particolare tutti gli elementi sostenuti dall'accusa". La famiglia Kercher non ha commentato ulteriormente nelle ultime ore quanto sta accadendo. Dopo la sentenza si era comunque detta "sorpresa" per le polemiche suscitate in ambito internazionale.
Da parte del segretario di Stato Usa, Hillary Clinton, non ci sono critiche alla
sentenza del processo Meredith. È categorico il ministro degli Esteri, Franco Frattin. "Chi critica? Una petizione popolare guidata dai familiari della condannata, non certo Hillary Clinton: non facciamo confusione", ha detto Frattini rispondendo ad una domanda dei giornalisti a Bruxelles sulle critiche rimbalzate sulla stampa americana.
L’interessamento di Hilary Clinton per il caso Meredith "mi sembra giusto e normale", ha detto ancora il ministro. "Io ascolto molte persone che mi parlano del caso Forti o del caso Parlanti", ha detto il ministro, facendo riferimento alle vicende dell'imprenditore trentino Enrico Forti, detenuto da dieci anni in un carcere duro di Miami con l'accusa di omicidio e la condanna all'ergastolo e quella del fisico analista programmatore in carcere in California dal 2005 con una condanna a 8 anni per stupro. "E' giusto che Hillary Clinton ascolti una senatrice americana", ha poi aggiunto il ministro concludendo che non c'è stato alcun contatto tra Italia e Usa sulla sentenza del caso Meredith.
Ambasciata Usa: non commentiamo sistema giudiziario italiano - La conferma arriva anche dagli Stati Uniti: "Non commentiamo" il sistema giudiziario italiano, ma "continueremo a seguire il caso con attenzione". Rispondono così all'ambasciata americana a Roma all'indomani delle affermazioni del segretario di stato Usa Hillary Clinton che si è detta "pronta a incontrare chiunque abbia dei dubbi sulla sentenza" che ha condannato la studentessa di Seattle Amanda Knox a 26 anni per l' omicidio di Meredith Kercher. Nella sede dell'ambasciata di via Veneto si sottolinea, inoltre, che la vicenda "continuerà ad essere seguita come avviene per qualsiasi caso giudiziario che riguardi cittadini statunitensi".
Intanto Amanda Knox ha chiesto di poter lavorare nella lavanderia del carcere di Perugia dove è detenuta per l'omicidio di Meredith Kercher. La giovane ha inoltre scritto all'Università di Washington per poter proseguire a distanza gli studi di lingue. A darne notizia i familiari della ragazza che oggi hanno incontrato la studentessa nella casa di reclusione di Perugia. "Non voglio perdere la mia vita" ha detto Amanda ai suoi congiunti. La Knox ha incontrato la zia materna Christina e gli attuali coniugi del padre e della madre, Cassandra e Chris. Con loro l'avvocato Carlo Dalla Vedova che l'ha difesa insieme a Luciano Ghirga e a Maria Del Grosso. Secondo la famiglia, Amanda "è determinata". "Si rende conto - hanno spiegato i suoi congiunti - della necessità di continuare a lottare ma anche di dover trovare serenità in carcere, di rimanere equilibrata. Per questo ha chiesto di poter lavorare e di riprendere a studiare". Nei prossimi giorni il padre di Amanda, Curt, ripartirà per gli Usa. A Perugia rimarrà invece la madre Edda. I familiari hanno spiegato che nei prossimi mesi continueranno ad alternarsi in Italia "per rimanere sempre vicini ad Amanda".
Sollecito trasferito nel carcere di Terni - Raffaele, condannato a 25 anni di reclusione per l'omicidio di Meredith Kercher, è stato invece trasferito dal carcere di Perugia a quello di Terni. La notizia è stata diffusa da uno dei suoi difensori, l'avvocato Luca Maori. Il legale incontrerà nelle prossime ore il giovane pugliese. Rimane invece nel carcere di Perugia Amanda Knox, alla quale la Corte d'assise di Perugia ha inflitto 26 anni di reclusione.
07 dicembre 2009