"E' inusuale che le dichiarazioni di un pentito entrino in un processo nonostante debbano ancora essere verificate, ma mi rendo conto che era necessario fare in fretta, dato che il processo è alle battute finali". Lo afferma il procuratore nazionale antimafia Piero Grasso, commentando le dichiarazioni in aula del pentito Gaspare Spatuzza su
Dell'Utri e Berlusconi al processo di Torino. "La legge - dice Grasso in una intervista a 'Repubblica' - consente di procedere così ma, laddove si può, è meglio evitare" perchè "è preferibile avere prima un quadro completo delle indagini".
Il procuratore antimafia plaude all'operazione di ieri pomeriggio che ha portato al doppio arresto di due superlatitanti della mafia Nicchi e Fidanzati. "Per Cosa Nostra - dice - non sarà facile sostituire due pezzi da novanta come Gianni Nicchi e Gaetano Fidanzati. Al momento non sappiamo chi potrebbe prenderne il posto". Ora "abbiamo più forze da destinare alla cattura di Messina Denaro, anche se è difficile perchè è un boss ben voluto e riesce a ottenere coperture efficaci".
Violante: dichiarazioni da verificare - Sulle dichiarazioni di Gaspare Spatuzza "anche le eventuali conferme di Graviano potrebbero non essere sufficienti. Tutte le dichiarazioni dei pentiti devono essere verificate dai magistrati. Senza riscontri obiettivi non costituiscono prova". A dirlo è Luciano Violante, responsabile per le riforme del Pd, in un'intervista al Corriere della Sera. "Nel caso del pentito Spatuzza è successo qualcosa che non era mai accaduto prima: Spatuzza parla con la benedizione del suo capo, che ad oggi non è un pentito. Ma invece di disprezzarlo gli dice: io ti rispetto", sottolinea Violante.
"Non sappiamo se le accuse sono vere o false, ma dobbiamo comunque chiederci qual è la ragione politica che sta muovendo questi mafiosi". Il rischio è che " il sistema si autodistrugga e il futuro possa dipendere dalla strategia della mafia. Stanno costruendo alleanze? E in quale direzione?". L'ex presidente della Camera denuncia che "da nove giorni il futuro politico del sistema italiano sta girando intorno alle parole di un pentito di mafia. Ci troviamo di fronte a una fragilità strutturale di un sistema" che va "consolidato attraverso le riforme costituzionali, dentro le quali si deve rivedere anche il rapporto tra politica e giustizia". "Stiamo diventando un regime carismatico", aggiunge, e "l'indebolimento del carisma del capo mette in crisi Pdl e sistema"
06 dicembre 2009