Dopo il rinvio di oltre un mese fa il Cda della Rai ha approvato, a maggioranza, il rinnovo del contratto per Bruno Vespa. Con il nuovo accordo, valido dal 2010 al 2013 con opzione fino al 2014, il minimo garantito per il conduttore e ideatore di Porta a Porta è di un milione e mezzo di euro l'anno. Più del milione e 180 mila attuale, meno della proposta iniziale di un milione e 670 mila euro l'anno. Sul rinnovo hanno votato contro i consiglieri di opposizione Nino Rizzo Nervo e Giorgio Van Straten, con la motivazione che grazie alle 'maggiorazioni', ovvero ai compensi legati, ad esempio, alle puntate oltre la centesima, o a quelle in prima serata, il compenso totale potrebbe superare i due milioni di euro l'anno.
Esposto sulla cacciata di Ruffini - Nei prossimi giorni il partito dei Radicali Italiani presenterà, con l'avvocato Giuseppe Rossodivita, un esposto alla Procura della Repubblica di Roma, unica competente per territorio, al fine di far aprire una indagine per verificare se con la cacciata di Paolo Ruffini e la nomina di Antonio Di Bella alla direzione di Rai 3, "sia stato consumato qualche reato". Infatti - si spiega - se i giornali, da tempo, "parlavano di un avvicendamento che ci sarebbe stato solo dopo l'elezione del nuovo segretario del Pd, oggi parole gravissime, che meritano di certo un approfondimento investigativo, sono state pronunciate da diversi protagonisti della vicenda". Nell'esposto i Radicali ricordano le dichiarazioni di Paolo Gentiloni, del consigliere Nino Rizzo Nervo, del presidente della commissione parlamentare di vigilanza, Sergio Zavoli; oltre all'intervento di Milena Gabanelli sul Corriere della sera. "Si tratta di quattro dichiarazioni convergenti provenienti da soggetti non solo autorevoli, ma attendibili e credibili, che, alla luce di quanto si è potuto leggere nei mesi scorsi sulle pagine dei giornali, meritano sicuro approfondimento, anche attraverso la ricerca di riscontri esterni". Mario Staderini, segretario di Radicali Italiani: spiega: "Se così fosse non vediamo, al momento, la differenza con il caso Mastella - cui la procura di Napoli ha dedicato cospicue energie investigative - nel quale dall'esterno delle Asl ed in particolare dal gruppo facente capo all'Udeur Campano, venivano, secondo l'accusa, imposte assunzioni ed incarichi"
26 novembre 2009