Scommesse "forti", con vincite da migliaia di euro, su partite di cui il risultato era "già conosciuto", condite da minacce e aggressioni, nei casi in cui l'esito delle gare poteva essere "in dubbio". Un quadro che getta altre ombre sul calcio italiano e che ha portato stamani, nel capoluogo lucano, all'arresto di nove persone, tra cui il Presidente del Potenza (Prima divisione, girone B), Giuseppe Postiglione.
Un politico nell'indagine - Nell'inchiesta è indagato anche Luigi Scaglione consigliere regionale della Basilicata con i Popolari uniti, Il politico è indagato per concorso esterno nell'associazione a delinquere capeggiata - secondo l'accusa - da Antonio Cossidente. L'uomo politico avrebbe offerto il suo "contributo politico ed il sostegno del suo partito alla realizzazione del nuovo stadio sportivo di Potenza che l'organizzazione criminale voleva costruire". In cambio, Scaglione avrebbe chiesto sostegno elettorale in occasione delle elezioni del 2008, a favore di un candidato al Senato del suo partito. La Procura della Repubblica aveva chiesto per Scaglione una misura cautelare, ma la richiesta è stata rigettata dal gip. Scaglione ha detto di essere "vittima solo della mia passione per il calcio. Ho piena fiducia nell'operato della magistratura, che chiarirà la mia estraneità totale alla vicenda".
Nei guai anche due agenti della polizia - Un ispettore e un vicesovrintendente della Polizia di Stato sono fra gli indagati nell'inchiesta su scommesse illecite e affari che ha portato oggi all'arresto di nove persone, fra le quali il presidente del Potenza (Prima divisione, girone B), Giuseppe Postiglione. Per i due il pm, Francesco Basentini, ha chiesto la misura interdittiva della sospensione dell'esercizio del pubblico ufficio: il gip si è riservato di decidere, all'esito dell'interrogatorio di garanzia. L'ispettore è accusato di rivelazione di segreto di ufficio e falsità ideologica; il vicesovrintendente di violenza privata in concorso proprio con Postiglione. L'ispettore, in servizio alla Digos della questura di Potenza, rivelò a Postiglione alcuni contenuti di una nota informativa che la Digos aveva preparato dopo quanto avvenuto in occasione della partita Potenza-Gallipoli (risultato finale: 3-2, campionato di Prima divisione 2007-2008), dicendosi disponibile a modificarli "secondo le esigenze e i suggerimenti di Postiglione". Il vicesovrintendente, all'epoca della stessa gara dirigente accompagnatore del Potenza, eseguì l'ordine di Postiglione di "sporcare gli spogliatoi del Gallipoli", per aumentare il clima ostile nei confronti della squadra ospite.
Scommesse illecite e altri reati - La vicenda è in corso di approfondimento. Le accuse, a vario titolo, sono quelle di associazione per delinquere finalizzata alle frodi nelle competizioni sportive, un giro di scommesse illecite e altri gravi reati, non solo di carattere "sportivo": le indagini sono cominciate nel 2007 e hanno riguardato, tra l'altro, la gara di serie B Ravenna-Lecce (1-3) del 26 aprile 2008. Postiglione, secondo gli investigatori, avrebbe scommesso sull'esito "in punti regolari della rete", incassando circa 86 mila euro. Restano però da chiarire ancora molti punti di una vicenda che, per ora, conta anche altri 20 indagati, e che i Carabinieri definiscono "molto complessa". Aspetti dell'inchiesta sono stati illustrati, a Potenza, ai giornalisti, in una conferenza stampa, dal comandante provinciale dell'Arma, colonnello Domenico Pagano, e dal comandante del nucleo investigativo, capitano Antonio Milone.
I legami con la criminalità lucana - Tra i punti da approfondire, il legame tra dirigenti sportivi e "malavita" lucana (tra gli arrestati c'é anche "un esponente della criminalità organizzata"), e alcuni episodi legati allo svolgimento delle partite in casa del Potenza nel finale di campionato 2007-2008 di Prima divisione. Come la scelta del presidente Postiglione di non far scendere in campo alcuni giocatori prima di una gara contro la Salernitana e un match con il Gallipoli, con scontri tra tifoseria e forze dell'ordine, assalti al pullman dei pugliesi e "scaramucce" pre-gara tra i giocatori.
Il rapporto con il boss Cossidente - L'altro filone dell'inchiesta riguarda il rapporto di Postiglione con il presunto boss Antonio Cossidente: interessi che si allungavano sul progetto di costruzione, a Potenza, di una "cittadella dello sport". La gestione societaria di Postiglione - proprietario di un gruppo editoriale - è cominciata nel 2006 in C2. L'esordio a 24 anni come presidente "più giovane d'Italia", una promozione in C1 e il vanto di essere stato il primo a portare il "terzo tempo" nel calcio (Potenza-Sambenedettese, 12 dicembre 2007).
23 novembre 2009