Il Premio Nobel per la Pace Shirin Ebadi nella copertina di Wired
Il Premio Nobel per la Pace Shirin Ebadi nella copertina di Wired 

Cronaca

"Un veicolo di democrazia" ecco perché internet merita il premio Nobel per la pace

Internet è uno strumento di democrazia fruibile da tutti, in grado di veicolare messaggi di solidarietà e civiltà e per questo va sostenuta la sua candidatura al prossimo Premio Nobel per la Pace. E' questa in sintesi la battaglia portata avanti dal mensile Wired Italia, che può già contare su sostenitori di altissimo livello: dal premio Nobel per la pace Shirin Ebadi a Giorgio Armani e Umberto Veronesi oltre a Tiscali e a tutti gli altri maggiori internet provider italiani. Il progetto passa attraverso il sito www.internetforpeace.org, dove i sostenitori del manifesto di Internet for Peace potranno lasciare i loro contributi per fare crescere la pace. "Se il Web vincesse il Nobel - sostiene il  professor Veronesi - dimostreremmo agli osservatori futuri due cose: che avevamo capito la portata della rivoluzione globale rappresentata dalla Rete e che eravamo determinati a volgerla al miglior utilizzo nell'interesse dell'umanità intera".
"Internet for Peace" parte dall'Iran - Un progetto così ambizioso doveva necessariamente partire da uno dei Paesi dove la democrazia tarda ad affermarsi: l'Iran. Shirin Ebadi, prima iraniana musulmana a vincere il Premio Nobel per la Pace nel 2003, si è schierata apertamente a sostegno della candidatura di Internet. "Il passaparola della sollevazione di Teheran è stato troppo impetuoso per lasciare anche il minimo dubbio sul fatto che senza la Rete non sarebbe stato possibile - dice la Ebadi -. Non è un caso che ai primi processi contro i dimostranti il procuratore generale abbia accusato Google, Facebook e Twitter di complottare contro l'ordine costituito".
Luna: "Diffondere, contro ogni barriera, una nuova cultura" -  Riccardo Luna, direttore di Wired Italia, non nasconde il suo entusiasmo: "Dobbiamo guardare ad Internet come ad una grande community in cui uomini e donne di tutte le nazionalità e di qualsiasi religione riescono a comunicare, a solidarizzare e a diffondere, contro ogni barriera, una nuova cultura di collaborazione e condivisione della conoscenza". "Internet può essere considerato per questo la prima arma di costruzione di massa - aggiunge Luna - , in grado di abbattere l'odio e il conflitto per propagare la democrazia e la pace. Quanto accaduto in Iran dopo le ultime elezioni e il ruolo giocato dalla Rete nella diffusione delle informazioni altrimenti prigioniere della censura sono solo l'ultimo esempio di come Internet possa divenire un'arma di speranza globale".
 


 
 
20 novembre 2009
 
 
 
  
 

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