Il manifesto con l'immagine di Emanuela Orlandi diffuso dopo la scomparsa (Ansa)
Il manifesto con l'immagine di Emanuela Orlandi diffuso dopo la scomparsa (Ansa) 

Cronaca

Caso Orlandi, Priore: Emanuela rapita per ricattare il Vaticano. Pm sulle tracce di un sequestratore

"Un prestito della Banda della Magliana per la causa di Solidarnosc". È, secondo il magistrato Rosario Priore, il movente più plausibile dietro la vicenda di Emanuela Orlandi. Il giudice, nel corso di un'intervista al Tg2, ha parlato di "15-20 miliardi di lire, per cui c'era un'istanza di restituzione". La banda della Magliana, insomma, "probabilmente voleva rientrare in possesso delle somme, che non erano state restituite". Alla domanda del giornalista se, a suo avviso, si trattasse di un ricatto al Vaticano, il giudice ha risposto: "Vista la cittadinanza della Orlandi, è probabile".
Dopo il telefonista si cerca uno dei rapitori - Sul fronte delle indagini, dopo le nuove rivelazioni della superteste Sabrina Minardi, rispetto al “telefonista” che si faceva chiamare Mario, la Procura di Roma è al lavoro sulla identità di una persona che avrebbe partecipato al sequestro di Emanuela Orlandi. Le verifiche degli inquirenti dopo la conferma, da parte della Minardi, di alcune sue dichiarazioni e il suo riconoscimento del sedicente Mario stanno proseguendo in questo senso. Secondo quanto si è appreso il procuratore aggiunto Giancarlo Capaldo e il pm Simona Maisto sono impegnati nel circoscrivere l'ambito in cui è maturata la organizzazione e la realizzazione del rapimento della Orlandi avvenuto nel giugno del 1983.
Legali famiglia: siamo scettici - Poco convinti delle ultime teorie sul “caso Orlandi” i familiari della giovane scomparsa. "La famiglia non ha mai abbandonato la speranza che Emanuela sia viva, ma come sempre ha fiducia nella magistratura e attende che i fatti siano verificati. In ogni caso si resta scettici rispetto al coinvolgimento della banda della Magliana nella vicenda, visto il risultato degli accertamenti svolti in passato". Così affermano gli avvocati della famiglia Orlandi, Nicoletta Piergentili Piromallo e Massimo Krogh. "Le ultime novità rispetto all'inchiesta sono poi il motivo di un dolore che riaffiora. Per questo si chiede il massimo rispetto".
Il giornalista Pino Nicotri: la svolta nelle indagini?Un atto dovuto - Il giornalista Pino Nicotri, che è autore di due libri sul caso Orlandi (Mistero Vaticano, Kaos edizioni, e 'Emanuela Orlandi. La Verita'', edito da Baldini Castoldi) definisce gli sviluppi dell'inchiesta sul caso di Emanuela Orlandi “un atto dovuto”. Secondo il giornalista, la quindicenne figlia di un funzionario del Vaticano fu vittima di un giro di pedofilia legato agli ambienti dello stesso Vaticano. "Per più di ventiquattro anni - dice - hanno cercato di propinare la cosiddetta pista turca per deviare i sospetti dal Vaticano. Ma la verità è un'altra e la banda della Magliana può essersi prestata a fornire una montatura e quindi a fare la telefonata e ad identificare 'Mario'".
20 novembre 2009
 
 
 
  
 

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