Sempre più istruiti e propensi al divorzio, ma anche troppo malati, vecchi e insoddisfatti della situazione economica. E' la fotografia degli italiani scattata dall'Istat nell'annuario 2009. Ma scorrendo il testo e i numeri emerge anche l'Italia sta ormai diventando multirazziale, cresce infatti anno dopo anno la quota degli immigrati sia tra i cittadini sia tra la forza lavoro. Ma c'è anche il nuovo che avanza tra tecnologia e salutismo. Gli italiani usano sempre di più il computer e internet e c'è sempre più attenzione del mondo agricolo per i prodotti di qualità Dop e Igp: aumentano nel 2007 le proposte (10 in più sul 2006) ed è boom per le aziende produttive (+20,6%,a 12.909 unità), soprattutto al Sud (+180,7%). Sul fronte ambientale però siamo ancora carenti. Nel 2008, su 3.584 controlli effettuati dai Carabinieri per la tutela dell'Ambiente in tutto il territorio nazionale, nel 45% dei casi è stata riscontrata una situazione di non conformità alla normativa. Nel 2007 su circa 7.000 controlli la percentuale è stata del 37%.
Cresce l'istruzione - La quota di persone con diploma di scuola superiore è del 32,6% mentre i laureati sono il 10,7%. L'incidenza dei connazionali che hanno al massimo la licenza elementare (pari nel complesso della popolazione al 25%) risulta ormai estremamente bassa tra i più giovani (2% nella fascia 15-19 anni) mentre tra gli ultrasessantacinquenni raggiunge il 68,8%. Dall'indagine risulta che il tasso di scolarità si attesta ormai da qualche anno intorno al 100% per le scuole dell'infanzia, primaria e secondaria di primo grado, mentre continua ad aumentare per la secondaria di secondo grado, dall'86,3% del 2001-2002 al 93,2% del 2007-2008.
Sempre più immigrati - Nella media del 2008 su 23.405.000 occupati complessivi (+0,8% sul 2007) la quota degli stranieri è passata al 7,5% dal 6,5% del 2007 con un aumento di 249.000 unità. L'aumento complessivo dei posti di lavoro (nel periodo in cui la crisi non era ancora conclamata) pari a 183.000 unità è stato possibile grazie alla crescita del lavoro dipendente (+279.000 unità, +1,6%) mentre per gli indipendenti si registra un -1,6% con 96.000 posizioni in meno. A fine 2008 gli stranieri residenti erano 3.891.295, 458.644 in più rispetto all'anno precedente. In totale rappresentano il 6,5% della popolazione totale. La maggior parte degli stranieri proviene dall'Unione europea (29,1%), seguono l'Europa centro-orientale (24,1%) e l'Africa settentrionale (15,6%), che pure fa segnare una flessione negli arrivi. A livello territoriale, l'Istat conferma che vivono in maggior parte al Nord Ovest (35,2%) e al Nord Est (27,0%). Seguono il Centro (25,1%) e il Sud (9,1%) e le Isole (3,7%).
La spesa delle famiglie - In Italia la famiglia tipo l'anno scorso ha sborsato per consumi in media 2.485 euro al mese, e il 19% della somma (475 euro) è andato a finire nel carrello, per l'acquisto di prodotti alimentari. Rispetto al 2007 è cambiato poco: sul totale della spesa l'aumento è stato di soli 5 euro (+0,2%), mentre per la tavola gli italiani hanno pagato 9 euro in più (+1,9%). Un rialzo minimo, che in termini reali (tenendo conto dell'inflazione) ha fatto segnare una riduzione: già nel 2008 la crisi mordeva. Secondo l'Istituto a pesare di più sugli esborsi complessivi sono i costi per l'abitazione, soprattutto nei casi in cui la figura di riferimento si è ritirata dal lavoro (31,4%). E le famiglie hanno lasciato un'altra buona parte del portafoglio al supermercato: l'incidenza della spesa alimentare in Calabria, Campania e Sicilia ha superato il 25%.
Un esercito di malati cronici - Nel 2009, il 38,8% dei residenti in Italia dichiara di essere affetto da almeno una delle principali patologie croniche, ma tale percentuale sale all'86,9% per gli ultrasettantacinquenni. Le malattie croniche più diffuse sono: artrosi-artrite (17,8%), ipertensione (15,8%), malattie allergiche (10,2%), osteoporosi (7,3%), bronchite cronica e asma bronchiale (6,2%), diabete (4,8%).
Uno su 5 è over 65 - I "grandi vecchi" (dagli ottanta anni in su) rappresentano il 5,6% della popolazione italiana. A fine 2008 l'indice di vecchiaia (rapporto tra la popolazione con più di 65 anni e quella con meno di 15) registra un ulteriore incremento, raggiungendo un valore pari al 143,1%. Nella graduatoria internazionale (dati 2007), la Germania, con un indice pari a 146,4, è il paese maggiormente investito dal fenomeno dell'invecchiamento, seguita dall'Italia. Bulgaria e Grecia sono gli altri paesi dell'Unione europea in cui la popolazione ha una struttura per età particolarmente anziana. Alla fine del 2008 i residenti in Italia sono 60.045.068, circa 426.000 in più rispetto all'anno precedente. Questo incremento si deve al saldo attivo del movimento migratorio (+434.245 unità) che neutralizza l'effetto negativo del saldo naturale (-8.467 unità).
Insoddisfatti della situazione economica - Sebbene la quota di famiglie che giudicano negativamente la propria situazione economica sia "ancora molto rilevante", tra il 2008 e il 2009 si "osservano segnali di miglioramento degli indicatori di percezione". Chi soffre di più sono i lavoratori autonomi e i piccoli imprenditori, ma soprattutto i giovani con contratti di collaborazione a tempo determinato. Rispetto ai servizi, nel 2008 è aumentata la quota di utenti che dichiarano tempi d'attesa superiori ai 20 minuti per tutti i servizi di sportello considerati. Gli incrementi più significativi si verificano per le operazioni svolte presso gli uffici postali e, in particolare, per quelle che riguardano vaglia (dal 34,6% al 39,6%) e conti correnti (dal 43,6% al 48,6%).
Innamorati dell'auto - Nel 2008, gli autoveicoli circolanti sulle strade italiane sono stati oltre 40 milioni e fra questi, si contano più di 36 milioni di autovetture. Tra i mezzi di trasporti privato, il più utilizzato è ancora l'automobile, regina degli spostamenti obbligati, tra casa e lavoro ma anche per raggiungere la scuola: nel 2009, oltre due occupati su tre la usano come conducenti negli spostamenti per recarsi al lavoro e lo stesso fa uno studente su tre, come passeggero, per andare a scuola. I mezzi pubblici urbani vengono usati da quasi un quarto della popolazione sopra i 14 anni, il 16,6% quelli extraurbani mentre il 30,7% ha preso il treno almeno una volta (in leggero aumento sul 2008).
ll mare meta preferita - Nel 2008 il 43,8% dei soggiorni per riposo o svago è stato trascorso proprio in località marine; quota che sale al 59,5% nei casi di vacanze con una durata più lunga. Al secondo posto, con il 16,8%, i soggiorni in montagna, seguiti dal 7,5% di quelli passati negli agriturismi o in campagna. L'anno scorso sono stati registrati quasi 123 milioni di viaggi da parte degli italiani, per un totale di oltre 706 milioni di notti trascorse in vacanza. Nel 2008, informa l'Istat, il 41,4% degli spostamenti è stato effettuato in occasione di vacanze lunghe (quattro o più notti), a fronte di un 45,5% operato per villeggiature brevi. In termini di presenze turistiche, cioè di pernottamenti, la fotografia evidenzia un 76,5% di notti totali trascorse in occasione di vacanze lunghe, contro un 14,6% per soggiorni brevi.
Le vacanze meglio in Italia - L'83,9% degli italiani ha trascorso un periodo di soggiorno all'interno dei confini nazionali. A livello territoriale, l'area con il maggior flusso di viaggi è stato il Nord, con il 36,9%, seguito dal Mezzogiorno, con il 27,1%, e dal Centro (19,9%). In ogni caso, rileva l'istituto di statistica, nonostante le località del Nord abbiano accolto la quota maggiore di soggiorni, le Regioni del Mezzogiorno sono state la meta preferita dagli italiani per una quota considerevole di vacanze lunghe (33,1%), mentre quelle del Centro sono state scelte soprattutto per viaggi di lavoro (21,2% del totale). Le località estere, che l'anno scorso hanno riguardato il 16,1% dei viaggi, sono state preferite per lo più per vacanze di lungo periodo (25%, superiore a 4 notti). I Paesi più visitati sono stati quelli dell'Unione europea, scelti dal 15,1% per vacanze lunghe, da un 14,3% per viaggi di lavoro e dal 5,2 per soggiorni brevi. Sul fronte ricettivo, un'alta percentuale di nostri connazionali (40,6%) ha scelto per le proprie vacanze l'albergo.
Sempre più computer e Internet - In particolare l'uso del pc è cresciuto in modo rilevante dal 2007 ad oggi, mentre per internet l'incremento è stato costante. E se diminuisce ma persiste ancora il divario territoriale e quello di genere, con gli uomini che ancora 'navigano' più delle donne, spunta il primato delle bambine, quelle tra i 6 e i 10 anni, sui loro coetanei maschietti. Nel 2009, notano i ricercatori, in Italia dichiara di usare il pc il 47,5% della popolazione e il 44,4% usa internet. Un incremento niente male rispetto al 2008 quando usava il pc il 44,9% della popolazione e internet il 40,2%. E aumenta anche, fa notare l'Istat, il numero di persone che usa internet tutti i giorni. L'uso del pc coinvolge soprattutto i giovani e raggiunge il livello massimo tra i 15 ed i 19 anni (86,0%). Dai 20 anni in su comincia a diminuire fino a raggiungere i valori più bassi tra gli anziani (9,9% per la fascia d'età 65-74 anni e il 2,4% tra i 75 anni e più)e un trend analogo vale per l'uso di internet.
20 novembre 2009