Cronaca

Il trans Brenda trovata morta carbonizzata. Si indaga sull'ipotesi di omicidio volontario

Risvolti sempre più inquietanti emergono nella vicenda che ha coinvolto l'ex governatore del Lazio, Piero Marrazzo. Dopo il ritrovamento del corpo carbonizzato di Brenda, uno dei trans coinvolti nell'affaire, la procura ha deciso di aprire un'indagine sull'ipotesi di omicidio volontario. Al momento, rivelano fonti investigative, nell'ambito dell'inchiesta sono state sentite una quindicina di persone. Tra queste ci sarebbero alcuni transessuali e poi amici e vicini di casa. Obiettivo degli investigatori è quello di cercare di ricostruire le ultime ore di vita di Brenda, chi avesse visto o sentito ieri sera o in nottata, prima di morire asfissiata nell'incendio del suo appartamento.
Trovate tracce di liquido infiammabile - Nell'abitazione di via Due Ponti dove è stata trovata Brenda sono state rinvenute tracce di liquido infiammabile. Dai primi rilievi effettuati dalla scientifica emergerebbe la presenza di una sostanza usata per appiccare il fuoco. Le tracce sarebbero state trovate non lontano dal cadavere di Brenda. Secondo quanto si apprende, l'incendio avrebbe causato solo qualche danno all'appartamento. L'abitazione si trova al piano ammezzato di un palazzo con ingresso in comune con altri appartamenti. La porta d'ingresso, al momento dell'arrivo dei vigili del fuoco, era chiusa.
Accanto al corpo una bottiglia di whisky e due valige - Da un primo esame esterno del cadavere non ci sarebbero segni di violenza. La vittima era seminuda. Accanto al corpo è stata trovata una bottiglia di whisky e poco distante due valigie già pronte.
Trovato anche un pc immerso nell'acqua - Il personal computer di Brenda sarebbe stato trovato nel lavandino dell'appartamento, bagnato come se fosse stato immerso in acqua. Il particolare, rivelato da fonti investigative, farebbe supporre ad un gesto volontario per rendere il pc inutilizzabile. Il computer è stato portato via dagli uomini della Squadra Mobile della Questura di Roma. Verranno effettuati accertamenti su eventuali file contenuti nel personal computer di Brenda.
Un incendio e poi l'allarme - Stamattina i vigili del fuoco della capitale sono stati chiamati per un incendio che si stava sviluppando all'interno delle cantine di una palazzina in via Due Ponti alle alle 4:16 della notte scorsa. Arrivati sul posto alle 4:33 i hanno trovato il corpo della viado ormai carbonizzato all'interno del suo appartamento.
Era stata ascoltata come testimone nell''affaire Marrazzo' - La transessuale brasiliana coinvolta nel caso che ha portato alle dimissioni dell'ex presidente della Regione Piero Marrazzo per i rapporti che avrebbe intrattenuto con lui, era stata ascoltata in procura a Roma, come testimone, nell'ambito dell' inchiesta sul presunto ricatto ai danni dell'ex presidente della Regione Lazio il 2 novembre scorso. L'audizione del viado svolta di fronte al procuratore aggiunto Giancarlo Capaldo e dal sostituto Rodolfo Sabelli doveva chiarire tra l'altro, la questione dell'esistenza di un secondo video in cui apparirebbe Marrazzo e del quale hanno fatto cenno alcuni transessuali.
Una decina di giorni fa era stata coinvolta in una rissa - Pochi giorni dopo, il 9 novembre, Brenda era rimasta coinvolta in una rissa dalla quale era uscita con ferite al volto. Era stata fermata dai carabinieri in via Biroli, sulla via Cassia. I militari in quell'occasione dovettero difendersi perché la trans dava in escandescenza. In quell'occasione gli era stato anche rubato il telefono cellulare.
E' la seconda vittima dell'affaire Marrazzo - A settembre morì Gianguarino Cafasso, lo spacciatore di droga indicato da uno dei carabinieri arrestati (perché accusati di aver ricattato Piero Marazzo) come il "confidente". Cafasso morì per arresto cardiaco, provocato probabilmente dall'assunzione di droga. La Procura di Roma ha disposto accertamenti sulla morte del pusher per far luce sulle cause del decesso. Per questo sono in attesa del completamento dell'esame autoptico e delle risultanze delle analisi tossicologiche. Cafasso, legato ad un transessuale di nome Jennifer, era molto conosciuto negli ambienti dei viados che gravitano nella zona di via Gradoli dove, a luglio scorso, l'ex governatore del Lazio era stato sorpreso in compagnia di un trans.
Un'amica di Brenda: "L'hanno ammazzata" - Visibilmente scossa, Barbara, un transessuale brasiliano amico di Brenda racconta: " Ieri con Brenda ci siamo incontrati in un parcheggio, abbiamo bevuto un bicchiere di Ballantynés, poi lo abbiamo lasciato in casa a vedere la televisione", dice Barbara. Il trans brasiliano ha affermato inoltre che "né Polizia né Carabinieri hanno fatto nulla" spiegando che "tutti i trans che abitano in questa zona sono a rischio di morte, abbiamo molta paura dei romeni".
Il legale di Marrazzo: "Svolta inquietante" - La vicenda che vede coinvolto Piero Marrazzo "sta prendendo una svolta tragica e inquietante", ha commentato il legale dell'ex presidente della Regione Lazio Luca Petrucci dopo aver appreso della morte di Brenda. Ora - prosegue il legale - "Ritengo giusto mettere sotto protezione Natalie (l'altro trans coinvolto, ndr), forse le indagini stanno scoperchiando un sistema simile a quello della Uno Bianca dove si mettevano tra l'altro a tacere i testimoni". "Non posso pensare - aggiunge - che la settimana scorsa questa persona è stata aggredita e rapinata e da poche ore è morta bruciata". Per il legale di Marrazzo "vanno approfondite le cause, capire cosa c'é dietro, anche se non ho nessun elemento per aggiungere qualcosa in più, se non quello che apprendo dai media".
Natalie: "Sono tranquila, non ho paura" - Non condivide i timori del legale di Marrazzo l'altro trans coinvolto nella vicenda Marrazzo. "Sono tranquilla. Non ho paura perché non ho fatto nulla", ha commentato Natali dopo aver appreso la notizia della morte di Brenda. "Non ero sua amica - ha aggiunto - non l'ho mai conosciuta. Non so se l'hanno uccisa". A chi gli chiedeva se stesse andando in questura, la trans ha risposto: "no. Mi sto recando dal mio avvocato".
"Il secondo video? Dicono che fosse nel pc di Brenda" - Alla domanda di un giornalista se avesse visto o meno il secondo video di Marrazzo, Natalie ha risposto di no: "Non l'ho visto, sono cose che si dicono in giro, però nessuno sa la verità. Se il secondo video era sul computer di Brenda? Dicono di sì". Due morti però sono una cosa un po' strana, le suggerisce il giornalista: "Strano è strano - ha aggiunto - però io non posso dire... Non è che ho rapporti di amicizia con quelli... che abitano là sopra, sono di qua, conosco qualche mia compaesana. Mi dispiace veramente perché quello che è successo non si augura a nessuno. Io non ho amicizia con lei, la conosco perché è mia compaesana. Se lei si ubriaca come hanno detto la prima volta i giornali quando la polizia l'ha presa è una sua cosa privata. Se lei si droga o se lei è malata sono cose sue. A me non me ne frega - ha concluso allontanandosi dalle telecamere - A me importa di me stessa".
 
 
20 novembre 2009
 
 
 
  
 

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