È già l’ora delle polemiche ad Ischia dopo la frana che questa mattina si è abbattuta nel Comune di Casamicciola Terme, in località Tresca, a Ischia. Polemica perché il crollo che è costato la vita ad una ragazzina di 15 anni, morta annegata nel fango, si poteva evitare. Se il territorio fosse stato messo in sicurezza come i
geologi avevano chiesto, il mare di fango che si è staccato dal monte Epomeo non avrebbe fatto i danni che oggi si sono trovati davanti gli uomini della Protezione Civile, i vigili del Fuoco, la Capitaneria di Porto e la Croce Rossa.
I feriti - Sono otto i feriti, tra cui una bambina che è ricoverata all'ospedale in gravi condizioni. Ma il bilancio è ancora provvisorio. Erano circa le 8.30 quando fango e detriti hanno investito la strada tra Forio ed Ischia, isolando la frazione di Casamicciola che è raggiungibile solo via mare.
Anna è morta annegata - Almeno una cinquantina, secondo i primi accertamenti dei vigili del fuoco, le autovetture coinvolte, molte delle quali però erano ferme in un parcheggio e vuote. Diverse le auto che sono finite in mare, così come quelle che sono rimaste sepolte sotto la massa di fango. In una di queste viaggiava Anna De Felice, la 15enne che per il momento è l'unica vittima ufficiale: nei polmoni della ragazza i medici hanno trovato acqua e sabbia.
La mamma della vittima disperata in ospedale - Ripete instancabilmente il suo nome: "Anna, Anna, piccola mia, dove sei?". E' in un letto di ospedale, nel reparto di Medicina del Rizzoli di Ischia, Aurora, la mamma della quindicenne rimasta uccisa dalla frana di Ischia. Vicino a lei il papà di Anna, Claudio; i due hanno anche un altro figlio di 17 anni. La signora Aurora non fa che ripetere il nome della figlia e, lentamente, dice: "Non posso pensare che non ci sei più, piccola mia. Amore mio dove sei? Cosa faccio io ora senza di te?" In silenzio, distrutto dal dolore, il papà. Intanto gli amici dei genitori descrivono Anna: "Allegra, solare, innamorata della vita". Stamattina i genitori la stavano accompagnando a scuola all'istituto alberghiero.
Due dispersi - Secondo fonti della protezione civile regionale, in mare sarebbero ancora dispersi un'altra ragazzina e un'altra persona, ma non ci sono conferme. I sommozzatori dei vigili del fuoco e delle Capitanerie di Porto stanno proseguendo le ricerche, rese però difficili dalla grande quantità di terreno e detriti che ha intorbidito l'acqua.
Estratti dal fango in 15 - Dal fango sono invece state estratte vive una quindicina di persone, tra cui un bambino di 6 anni che in un primo momento era stato dato per disperso, e una bimba, trasportata in ospedale in gravi condizioni. Complessivamente sarebbero una ventina le persone che sono state portate in ospedale, una decina delle quali sono state ricoverate.
Il sindaco: portavo i bambini a scuola - "Portavo i miei figli a scuola, è stato il finimondo" racconta il sindaco di Casamicciola, Vincenzo D'Ambrosio. "Una colata di terriccio e pietre che hanno invaso tutta la zona, soprattutto di Piazza Bagna". E a chi gli chiedeva a cosa fosse dovuta la frana, il sindaco ha risposto che sull'intera isola "c'è un rischio geologico intrinseco". Il primo cittadino si riferisce alla
frana sul monte Vezzi, avvenuta il 30 aprile 2006.
Bassolino, 1 milione di euro per gli interventi - La giunta regionale della Campania ha deliberato la richiesta per lo stato di calamità naturale per il comune di Casamicciola. Inoltre ha stanziato un primo finanziamento di 1 milione di euro per gli interventi di emergenza e di messa in sicurezza del territorio interessato dalla frana. "Siamo intervenuti subito con la nostra struttura di protezione civile e stiamo lavorando in stretto rapporto con quella nazionale", ha detto il presidente Antonio Bassolino. "Nelle prossime ore, definiremo d'intesa col governo gli ulteriori e necessari provvedimenti da adottare", ha aggiunto il governatore.
Zone a rischio idrogeologico - Secondo Francesco Russo, presidente dell'Ordine dei Geologi della Campania, "i comuni a rischio idrogeologico in Campania sono 210 su 552, di cui 120 a rischio di colate rapide di fango. Su queste cifre non ci sono commenti da fare. C'è una miopia generale sul tema: la Campania ha una percentuale del 17% del territorio a rischio frane e alluvioni, quando in Italia la media è del 12%. Negli ultimi 12 - prosegue - anni questi eventi si sono moltiplicati, è un continuo. Noi ci siamo anche battuti per un monitoraggio del territorio: si può fare attraverso dei presidi, che hanno avuto successo a Sarno, ma che finita l'emergenza vengono smantellati".
Colpa dei condoni edilizi facili - "Non parliamo del problema dei condoni edilizi: è necessario fare dei condoni?", si chiede ancora Russo. "Aumentare le volumetrie di fabbricati già esistenti? O sarebbe meglio incrementare la messa in sicurezza di queste aree e dei fabbricati stessi? Bisogna parlare di sicurezza", conclude il geologo.
10 novembre 2009