Non aveva la nuova influenza il bambino di 10 anni morto l'altro ieri sera all'ospedale Villa San Pietro di Roma. A quanto si apprende, i test effettuati per verificare la positività al virus hanno dato esito negativo. Il totale delle vittime in Italia, dopo il decesso del musicista di Salerno, rimane così a 18. Ciò che preoccupa è però l’approssimazione delle notizie che vengono diffuse, capaci talvolta di suscitare paure ingiustificate nella popolazione, disorientamento circa le decisioni da prendere, e intasamento degli ospedali e dei reparti di pronto soccorso.
Le vittime italiane - Sono quindi ancora 18 le vittime della nuova influenza in Italia, quasi tutte con gravi malattie pregresse. L'ultima, in ordine di tempo, è un musicista salernitano di 37 anni, F. L. affetto da influenza A, morto nelle scorse ore all'ospedale San Giovanni di Dio Ruggi d'Aragona di Salerno, dove era ricoverato. L'uomo aveva gravi problemi di salute, aveva subito un trapianto al rene e da anni si sottoponeva alla dialisi. Si tratta della nona persona morta in Campania dopo aver contratto il virus H1 N1. Nella giornata di lunedì è deceduta una bimba di undici anni a Inssbruck, presso una locale clinica universitaria specializzata. Quella altoatesina è la terza vittima tra i giovanissimi. Nelle giornata di lunedì sono stati quattro i morti in Italia, di cui due a Napoli, città che conta ormai otto vittime, il numero più alto del Paese. Il ministero della Salute ha annunciato che a partire da oggi sarà
pubblicato online un bollettino sulla situazione generale italiana relativa al virus A-H1N1.
Fazio: "Numero delle vittime limitato" - "Siamo in pandemia influenzale. Come è noto le influenze sono malattie contagiose che provocano anche vittime, quindi è normale che ce ne siano", ha detto il viceministro alla Salute, Ferruccio Fazio, sottolineando che al momento in Italia la nuova influenza ha provocato "vittime in modo limitato, l'anno scorso stagionale ha fatto 8mila morti". La nuova influenza, ha aggiunto il viceministro, "colpisce i bambini più di quanto non li colpisca la stagionale, perché è un ceppo virale completamente nuovo che non trova ricorda immunitari nei bambini, mentre le persone anziane sono state esposte in passato a virus simili. Le persone più anziane - aggiunge Fazio - sono più immuni perché in passato sono state esposte e quindi seppur non proprio immuni hanno dei ricordi immunitari. Non a caso nel mondo solo il 3% delle persone colpita ha oltre 65 anni".
Vaccinazione delle donne in gravidanza - Il sottosegretario ha confermato che la vaccinazione contro l'influenza A é fortemente consigliata alle donne in gravidanza dal terzo mese in poi. “La donne in gravidanza - ha detto Fazio - hanno 4 volte il rischio di sviluppare sintomi, ecco perché devono vaccinarsi, anche se non ci sono esperienze dirette, ma l'Aifa e L'Emea hanno dato parere univoco suggerendo la vaccinazione". Quindi, ha ribadito, " consigliamo la vaccinazione alle persone con malattie croniche ivi incluse le donne incinte dal terzo mese in poi".
"Andare dal medico di base" - Fazio ha anche rivolto un appello ai cittadini italiani affinché non vadano in ospedale o nei pronto soccorso al presentarsi dei sintomi influenzali. Secondo il viceministro è meglio che “i cittadini contattino invece il medico di base, ciò per evitare un intasamento del sistema”. Non serve inoltre farsi fare il tampone per la diagnosi dell'influenza A. "Abbiamo mandato una circolare alle regioni - ha detto Fazio – spiegando che il tampone viene fatto solo per malati ospedalizzati. Ma questo non ha più una finalità di vedere i casi di h1n1, perché non contiamo più i casi confermati, ma ha solo il fine di andare a fare tipizzazioni in casi particolari per vedere se ci sono mutazioni del virus". Il tampone, ha concluso, "non serve a fare diagnosi".
Nessun allarmismo - Comunque il rappresentante del governo ha smorzato gli allarmismi. "Siamo nella fase di pandemia influenzale - ha detto - ma questa influenza in Italia sta provocando vittime in modo limitato. Ricordo che l'influenza stagionale in Italia ha fatto lo scorso anno 8.000 vittime". Fazio ha voluto poi sottolineare come "non esista un caso Campania".
Le Regioni sono state coinvolte - Fazio ha affermato che "la distribuzione del vaccino è stata condivisa con le Regioni, il coordinamento regionale è effettuato da un funzionario della Regione Toscana e siede nell'unità di crisi. Perciò le Regioni non sono state solo spettatori ma hanno condiviso le strategia distributiva". Al 30 di ottobre - ha continuato Fazio - tutte le Regioni avevano ricevuto la quota capitaria per un totale di un milione di vaccini. Si arriverà a due milioni alla fine della prossima settimana e a sei milioni alla fine del mese di novembre. Tutte le aziende produttrici non possono produrre vaccini per tutto il mondo, vedete anche Obama ha dei problemi - ha sottolineato il viceministro - Noi cerchiamo di avere più vaccini ma questo rientra nelle disponibilità che ci sono. Siamo riusciti a iniziare per primi in Europa a iniziare la vaccinazione e non siano messi male, ma i vaccini arrivano con questo tipo di delibery".
Il programma - Per quanto riguarda il programma di vaccinazioni Fazio ha spiegato come i bambini "siano la categoria più colpita dall'influenza A e, quindi, finita la vaccinazione dei malati cronici, inizieremo subito a vaccinare i più piccoli partendo dai bambini degli asili nido e quelli in comunità. Poi vaccineremo dai più piccoli in su - ha continuato Fazio - man mano che i vaccini saranno disponibili. Il motivo - ha precisato - non è perché i bambini sono a rischio ma perché sono i moltiplicatori della pandemia". "Mi auguro - ha detto Fazio - che ciò avvenga entro la fine dell'anno, verosimilmente nell'ultimo mese dell'anno per ciò che riguarda la campagna vaccinale dei bambini non ammalati".
Il picco è previsto a gennaio - "Noi prevediamo il picco verso i primi dell'anno nuovo e quindi in parte il vaccino potrebbe arrivare prima. Noi vaccineremo lo stesso perché con l'anno nuovo è possibile che ci sia nuova ondata, con l'autunno prossimo - aggiunge Fazio - Se finisce il picco ci sarà però le persone che hanno avuto influenza saranno al massimo il 15%-20% e perciò può tornare".
03 novembre 2009