Ad oggi le vittime in Italia per influenza A sono 16 e 30 gli ospedalizzati. Il che rende la letalità italiana la metà rispetto alla letalità media registrata in Europa ("317 vittime su 500 milioni di abitanti"). Lo ha detto il viceministro alla salute Ferruccio Fazio nel corso di una conferenza stampa a Palazzo Chigi. "Un altro aspetto di questa malattia – secondo il viceministro - é che colpisce i bambini più di quanto non li colpisca l'influenza normale, perché questo ceppo non trova dei ricordi immunitari". "Le persone più anziane - aggiunge Fazio - sono più immuni perché in passato sono state esposte e quindi seppur non proprio immuni hanno dei ricordi immunitari. Non a caso nel mondo solo il 3% delle persone colpita ha oltre 65 anni". Poco dopo la fine della conferenza stampa di Fazio è arrivata la notizia della morte della bambina di Bolzano di 11 anni contagiata dal virus H1N1 e ricoverata alla Clinica universitaria di Innsbruck: la piccola era stata tenuta in vita per dieci giorni con una macchina cuore-polmone, in mattinata le sue condizioni si erano aggravate e nel pomeriggio è spirata. Le vittime, adesso, sono perciò 17.
Vaccinazione delle donne in gravidanza - Il sottosegretario ha confermato che la vaccinazione contro l'influenza A é fortemente consigliata alle donne in gravidanza dal terzo mese in poi. “La donne in gravidanza - ha detto Fazio - hanno 4 volte il rischio di sviluppare sintomi, ecco perché devono vaccinarsi, anche se non ci sono esperienze dirette, ma l'Aifa e L'Emea hanno dato parere univoco suggerendo la vaccinazione". Quindi, ha ribadito, " consigliamo la vaccinazione alle persone con malattie croniche ivi incluse le donne incinte dal terzo mese in poi".
"Andare dal medico di base" - Fazio ha anche rivolto un appello ai cittadini italiani affinché non vadano in ospedale o nei pronto soccorso al presentarsi dei sintomi influenzali. Secondo il viceministro è meglio che “i cittadini contattino invece il medico di base, ciò per evitare un intasamento del sistema”. Non serve inoltre farsi fare il tampone per la diagnosi dell'influenza A. "Abbiamo mandato una circolare alle regioni - ha detto Fazio – spiegando che il tampone viene fatto solo per malati ospedalizzati. Ma questo non ha più una finalità di vedere i casi di h1n1, perché non contiamo più i casi confermati, ma ha solo il fine di andare a fare tipizzazioni in casi particolari per vedere se ci sono mutazioni del virus". Il tampone, ha concluso, "non serve a fare diagnosi".
Nessun allarmismo - Comunque il rappresentante del governo ha smorzato gli allarmismi. "Siamo nella fase di pandemia influenzale - ha detto - ma questa influenza in Italia sta provocando vittime in modo limitato. Ricordo che l'influenza stagionale in Italia ha fatto lo scorso anno 8.000 vittime". Fazio ha voluto poi sottolineare come "non esista un caso Campania".
Le Regioni sono state coinvolte - Fazio ha affermato che "la distribuzione del vaccino è stata condivisa con le Regioni, il coordinamento regionale è effettuato da un funzionario della Regione Toscana e siede nell'unità di crisi. Perciò le Regioni non sono state solo spettatori ma hanno condiviso le strategia distributiva". Al 30 di ottobre - ha continuato Fazio - tutte le Regioni avevano ricevuto la quota capitaria per un totale di un milione di vaccini. Si arriverà a due milioni alla fine della prossima settimana e a sei milioni alla fine del mese di novembre. Tutte le aziende produttrici non possono produrre vaccini per tutto il mondo, vedete anche Obama ha dei problemi - ha sottolineato il viceministro - Noi cerchiamo di avere più vaccini ma questo rientra nelle disponibilità che ci sono. Siamo riusciti a iniziare per primi in Europa a iniziare la vaccinazione e non siano messi male, ma i vaccini arrivano con questo tipo di delibery".
Il programma - Per quanto riguarda il programma di vaccinazioni Fazio ha spiegato come i bambini "siano la categoria più colpita dall'influenza A e, quindi, finita la vaccinazione dei malati cronici, inizieremo subito a vaccinare i più piccoli partendo dai bambini degli asili nido e quelli in comunità. Poi vaccineremo dai più piccoli in su - ha continuato Fazio - man mano che i vaccini saranno disponibili. Il motivo - ha precisato - non è perché i bambini sono a rischio ma perché sono i moltiplicatori della pandemia". "Mi auguro - ha detto Fazio - che ciò avvenga entro la fine dell'anno, verosimilmente nell'ultimo mese dell'anno per ciò che riguarda la campagna vaccinale dei bambini non ammalati".
Il picco è previsto a gennaio - "Noi prevediamo il picco verso i primi dell'anno nuovo e quindi in parte il vaccino potrebbe arrivare prima. Noi vaccineremo lo stesso perché con l'anno nuovo è possibile che ci sia nuova ondata, con l'autunno prossimo - aggiunge Fazio - Se finisce il picco ci sarà però le persone che hanno avuto influenza saranno al massimo il 15%-20% e perciò può tornare".
Bonaiuti: "Ogni giorno il punto della situazione" - Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Paolo Bonaiuti ha voluto precisare che "per fugare l'allarmismo, ogni giorno daremo tutte le notizie necessarie. Faremo un punto della situazione sull'influenza attraverso un bollettino che verrà emesso alle 17 di ogni giorno dal ministero della Salute in collaborazione con la presidenza del Consiglio".
02 novembre 2009