La home page di Google (foto Google)
La home page di Google (foto Google) 

Cronaca

Google sempre più inimitabile: brevettata la home page

“Cercalo in Google”. Prima dell’avvento del più importante motore di ricerca del web le curiosità, i dubbi e le incertezze venivano colmate da un vocabolario o da un’enciclopedia. Con il passare degli anni Google è diventato il sito più cliccato al mondo, quindi un marchio da proteggere. Tant’è che i proprietari hanno ritenuto opportuno chiedere allo US Patent and Trademark Office il brevetto ufficiale per la propria pagina di ricerca "classica". Che d’ora in poi sarà protetta con le leggi che regolano l'utilizzo dei beni brevettati.
Una vittoria importante, ottenuta dopo cinque anni di battaglie, per la società di Mountain View che potrebbe ora condizionare le pagine di ricerca pubblicate online dai suoi numerosi concorrenti. “La storia dell'homepage di Google – ha osservato Angelo Aquaro su Repubblica - è parallela a quella del suo fortunatissimo logo. Il primo schizzo fu buttato già da Sergey Brin in persona al suo computer con un programmino grafico semplice semplice. Per la cronaca, accanto alla parola Google c'era anche il punto esclamativo come usa Yahoo! Quel marchietto a colori partorito nel 1998 viene raffinato dal grafico Ruth Kedar che utilizza dei caratteri Catull (un marchio tedesco) e gli dà quell'effetto grafico che rimanda quasi inconsciamente ai cinque cerchi olimpici e che diventerà la sua fortuna”.
Google è dunque un marchio da proteggere come, del resto, lo sono i suoi derivati. “Ma un'altra caratteristica dell'homepage di Google – spiega ancora il cronista di Repubblica - è il fatto di aver dato vita al primo sito "mutante" della storia. In occasione di particolari eventi (dalle Olimpiadi appunto giù giù fino a Halloween) il marchio viene modificato grazie a quelli che in gergo vengono chiamati Google Doodle. C'è anche una specie di concorso web a cui tutti gli utenti possono partecipare disegnando il proprio Doodle. Ma occhio: il brevetto, naturalmente, qui non è garantito”.
L’avvenuta registrazione del marchio è stata svelata dal sito di informazione online Gawker. Che ha anche divulgato alcuni estratti del documento deliberato dall'ufficio brevetti statunitense. Più di tre anni fa, lo stesso ufficio approvò la documentazione fornita da Google nel 2004 per brevettare la propria pagina dei risultati. Fra quei documenti c’era anche una richiesta di brevetto per l'home page. Nel documento fornito allo US Patent and Trademark Office, Google definisce – rivela webnews.it - così il proprio brevetto: “Graphical user interface for a display screen of a communication terminal”. Tra le pagine della documentazione fornita si distingue un foglio sul quale è riprodotta la famosa pagina di Google comprendente il logo della società e la casella di ricerca con i due tasti "Search" e "I'm Feeling Lucky".  Google:  un marchio, una garanzia.
 
03 settembre 2009
Redazione Tiscali
 
 
 
  
 

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