12 giugno 2009. Mozziconi di sigaretta, avanzi di sigari: sono loro in cima alla top ten dei rifiuti che soffocano il Mar Mediterraneo. Nella gigantesca pattumiera marina, i 'regali' dei fumatori ammontano al 37% dell'immondizia raccolta, che supera il 40% se si conta anche il 3,8% delle confezioni di tabacco. Seguono poi bottiglie di plastica (9,8%), buste di plastica (8,5%), lattine di alluminio (7,6%), coperchi (7,3%), bottiglie di vetro (5,8%), il set completo del picnic usa e getta (bicchieri, piatti e posate) con il 3,8%, imballaggi e contenitori di cibo (2,5%), cannucce (2,1%) e linguette di apertura di lattine o altro (1,9%).
Il rapporto - A fotografare la speciale classifica dell'immondizia custodita nel Mediterraneo è l'ultimo rapporto del Programma delle Nazioni Unite per l'Ambiente (Unep), dal titolo "Rifiuti marini: una sfida globale", sulla base di raccolte effettuati da volontari tra il 2002 e il 2006. Dal documento, il primo tentativo di fare il punto sulla situazione nei 12 maggiori mari del mondo, emerge che a dispetto dei tanti sforzi a livello internazionale, nazionale e regionale per fermare l'inquinamento in mare, un'allarmante quantità di spazzatura gettata in acqua continua a minacciare la sicurezza e la salute di popolazioni, ad intrappolare animali selvatici, danneggiare attrezzature nautiche e a deturpare le coste in giro per il mondo. "I rifiuti marini sono sintomatici di un malessere globale" ha spiegato Achim Steiner, direttore dell'Unep, che chiede la riduzione dei rifiuti migliorandone la gestione, puntando su riciclo e riuso dei materiali. Secondo Steiner "alcuni rifiuti, come la pellicola monouso delle buste di plastica, che soffoca la vita marina, andrebbero banditi o eliminati rapidamente ovunque. Semplicemente, ci sono zero giustificazioni per produrne ancora".
A livello mondiale infatti è la plastica il nemico dei mari - Ad oggi, si stima una produzione di 225 milioni di tonnellate di plastica l'anno. Nel Mediterraneo, il 52% della top 12 dei rifiuti - che include plastica, alluminio e vetro - arriva da attività costiere e ricreative. Gli avanzi dei fumatori invece, da soli arrivano al 40% dell'immondizia recuperata, mentre le attività marine generano il 5% della spazzatura marina. Secondo il rapporto Unep, esistono regole sui rifiuti in mare nei vari Paesi che affacciano sul bacino, ma rimangono problemi legati al funzionamento e utilizzo degli impianti portuali di raccolta, specie nei piccoli porti di pesca e nelle marine. L'immondizia ritrovata in acqua deriva in gran parte dalle attività costiere. La gestione dei rifiuti nei Paesi del Mediterraneo, secondo l'Unep, è ancora scarsa e strettamente legata al forte impatto del turismo. Tutta l'area infatti rappresenta una delle destinazioni turistiche più gettonate al mondo, in particolare le zone costiere, che durante la stagione estiva vedono la popolazione anche raddoppiare. Basti pensare ad alcune mete, dove secondo l'Unep oltre il 75% dei rifiuti vengono prodotti durante l'estate. Un buon segno per gli affari, meno buono evidentemente per la salute del Mediterraneo.
Redazione Tiscali