Tre rose rendono omaggio alle vittime alla Saras di Sarroch (Ansa)
Tre rose rendono omaggio alle vittime alla Saras di Sarroch (Ansa) 

Cronaca

Operai morti alla Saras: rose e rabbia dei colleghi, sciopero anche il giorno dei funerali

27 maggio 2009. E' stata forte la rabbia degli operai davanti ai cancelli della Saras di Sarroch in provincia di Cagliari per la morte di tre loro colleghi Gigi Solinas, 26 anni, Daniele Melis, di 28, Bruno Muntoni, di 56 soffocati in una cisterna. Sono state oltre mille le persone che hanno presidiato i cancelli della raffineria per ricordare quanto avvenuto martedì durante un intervento di manutenzione. In tutta la zona è stato fatto uno sciopero di otto ore proclamato dai sindacati confederali Cgil-Cisl-Uil. C'erano sei rose, rosse e bianche, ai cancelli dello stabilimento nel giorno del dolore e della rabbia per una strage che semina morti nei luoghi dove chi entra ci va per sopravvivere, portando a casa, spesso, meno di mille euro al mese.
Sarà sciopero anche il giorno dei funerali - Venerdì sarà eseguita l'autopsia e probabilmente sabato ci saranno i funerali: quattro ore di stop per i metalmeccanici, otto per l'interno territorio provinciale, così da consentire la massima partecipazione alla cerimonia funebre degli ultimi caduti sul lavoro in Sardegna
I Moratti hanno incontrato i familiari delle vittime - 40 minuti di colloquio strettamente privato, lontano da telecamere e giornalisti. Per giovedì, intanto, il governatore Ugo Cappellacci ha deciso il lutto in tutta la regione, con le bandiere a mezz'asta negli uffici. L'inchiesta sull'incidente è alle prime battute, ma c'è già chi pensa al processo. La Fiom-Cgil e la Provincia di Cagliari hanno annunciato di volersi costituire parte civile. "Lo facciano anche le altre istituzioni sarde", ha esortato il presidente dell'amministratore provinciale Graziano Milia, dai cancelli della raffineria.
Impianto sotto sequestro - "Al momento - ha fatto sapere il Procuratore della Repubblica di Cagliari, Mauro Mura - non ci sono indagati e non c'è nemmeno un'ipotesi di reato."Pensiamo di formularla solo giovedì" - ha precisato il Procuratore della Repubblica del tribunale di Cagliari dopo che si erano diffuse voci di un'ipotesi di omicidio colposo nei confronti di sconosciuti per l'incidente. Il magistrato - che aveva confermato che le ricostruzioni giornalistiche dell'incidente coincidono grosso modo con quelle emerse finora nell'inchiesta - ha lasciato intendere che prima di procedere per una determinata ipotesi di reato gli inquirenti attendono i risultati dell'autopsia (in programma giovedì) e dei primi accertamenti peritali.
Il segretario generale della Cgil sarda Enzo Costa - "Nessuno può nascondersi dietro l'alibi di un permesso firmato o non firmato. Sarebbe comunque gravissimo apprendere ufficialmente che dentro la raffineria le operazioni di lavoro vengano svolte in maniera spontanea, addirittura decise da singoli lavoratori". Il riferimento è ad una indiscrezione seconda la quale la procedura di apertura del portellone della cisterna sarebbe stata avviata senza la prevista autorizzazione scritta. Secondo le stesse voci, il portellone avrebbe dovuto restare chiuso perché l'azione di pressurizzazione con l'azoto sarebbe stata ancora in corso.
L'amarezza del sindaco di Villa San Pietro - "E' sconcertante dover piangere tre vittime sul lavoro, morte nel giro di 15 secondi", ha detto Matteo Muntoni, commentando coi giornalisti la tragedia alla raffineria. Il paese di cui è primo cittadino è piombato nel dolore e nell'incredulità per la morte di tre cittadini. "Villa San Pietro, così come Sarroch - ha spiegato Muntoni - è un paese strettamente legato alla realtà della Saras, è la nostra vita da ormai quarant'anni. Una morte improvvisa ed incomprensibile che farà cambiare tante cose: mi chiedo cosa dirò a tutti quei ragazzi che vengono nel mio ufficio per chiedermi di intercedere presso le ditte che lavorano con la raffineria".
“Mio fratello cominciava da poco a vivere meglio” – A parlare così è invece Efisio Muntoni, fratello maggiore di Bruno, 52 anni, una delle vittime: "Mio fratello cominciava da poco a vivere meglio, almeno sul lato economico - spiega Efisio Muntoni - ora quest'enorme mazzata. Mio fratello lavorava alla Saras da una decina d'anni. Quest'azienda è l'unica realtà importante nella zona. Ultimamente l'ho sentito parlare della fermata degli impianti, penso si trattasse di una situazione un po' più pericolosa del solito".
Polemiche con la Regione - Sotto accusa i ritardi della Regione nella stesura del programma regionale per gli infortuni sul lavoro, tema sul quale si chiede un tavolo di confronto con l'esecutivo guidato da Ugo Cappellacci. La disponibilità dell'assessore regionale all'Industria, Andreina Farris, che anche è andata allo stabilimento Saras di Sarroch, c'è "Massima disponibilità per discutere le problematiche della sicurezza sul lavoro - ha detto Farris - servono linee comuni per dare risposte". Sempre sul fronte sindacale, la Fiom ha annunciato che si costituirà parte civile in un eventuale processo. Del resto, sottolineano le organizzazioni sindacali, l'episodio è stato preceduto da alcuni piccoli incidenti accaduti nelle settimane passate.
 
 
 
  
 

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