La cattura del boss Giuseppe Sarno, detto "o mussillo", avvenuta il 5 aprile scorso
27 maggio 2009. Maxi operazione delle forze dell'ordine contro il clan camorristico dei Sarno: 64 persone, tra membri e affiliati al clan, già in carcere, sono stati raggiunti da altrettanti ordini di custodia cautelare a Napoli. Tra loro anche 10 donne. Gli arrestati sono ritenuti responsabili a vario titolo di associazione per delinquere di tipo mafioso, estorsioni, usura, traffico e spaccio di stupefacenti ed altri reati.
L'inchiesta - L'indagine diretta dal pm della Dda Vincenzo D'Onofrio e dal procuratore aggiunto Rosario Cantelmo, si è concentrata su una lunga serie di traffici illeciti - estorsioni a tappeto a commercianti e imprenditori, traffico di droga, usura - indicativi di un "controllo del territorio assoluto". Un autentico Antistato, e la dimostrazione è nel fatto che tanti cittadini onesti vittime di piccoli reati - come scippi, rapine e furti d'auto - per ottenere "giustizia" si rivolgono ai boss e non alle forze dell'ordine. Un fenomeno grave che si accompagna a quello dell'omertà delle vittime, come evidenziato nel corso della conferenza stampa dal generale Gaetano Maruccia, comandante provinciale dei carabinieri di Napoli. Maruccia ha infatti sottolineato come nei 69 episodi di estorsione accertati solo in un caso la vittima ha collaborato.
I clan imponevano ai commercianti un pizzo - Tre rate da 7000 euro da versare a Natale, Pasqua e Ferragosto, mentre agli imprenditori toccava consegnare il 5 per cento dell'importo dei lavori. L'inchiesta "racconta" anche di attività meno tradizionali, come la gestione degli alloggi di edilizia popolare, la speculazione sulle frodi dei rivenditori clandestini di carburante, nonché una sorta di illecita concorrenza con la quale gli imprenditori contigui all'organizzazione estromettevano i concorrenti.
Volevano l'egemonia sui casalesi - L'indagine dei carabinieri ha svelato come nel corso degli anni il clan Sarno, capeggiato dai fratelli Vincenzo e Giuseppe Sarno, con base nel quartiere napoletano di Ponticelli, sia riuscito a federare una serie di cosche del vesuviano, alcune delle quali in passato anche rivali: Orefice e Arlistico-Terracciano di Pollena Trocchia e Somma Vesuviana, Mancuso (il capo Ciro è cognato di Vincenzo Sarno) a Massa di Somma e San Sebastiano al Vesuvio e Terracciano di Cercola. Gli inquirenti parlano di "controllo, diretto o indiretto, dell'intera zona vesuviana interna, fino al confine con la città di Nola".
Le donne del clan - Vi sono anche dieci donne tra le 64 persone arrestate nel corso dell'operazione eseguita la scorsa notte contro il clan camorristico dei Sarno ed altri gruppi attivi nell'hinterland napoletano. Fra le altre, è stata arrestata anche Luisa Terracciano, di 48 anni, attuale reggente del clan Arlistico-Terracciano-Orefice che opera nei comuni di Pollena Trocchia, San Sebastiano al Vesuvio e Massa di Somma.