Cronaca

Sequenziato il genoma dell'uomo di Neanderthal

Ricostruito integralmente il genoma dell’uomo di Neanderthal. Nel corso del convegno annuale dell’American Association for the Advancement of Science, tenutosi a Chicago (Usa), una equipe di scienziati tedeschi e statunitensi ha presentato il frutto di anni di ricerca. I ricercatori sperano ora di poter chiarire la relazione tra l’uomo moderno e quello di Neanderthal, estinto 29mila anni fa. Gli esperti, impegnati in questo complesso lavoro già dal 1997, hanno rilevato diversi punti in comune tra l’uomo e l’ominide, cosa che farebbe pensare all’esistenza di un progenitore comune.
Ricostruito il genoma dell'uomo di Neanderthal - I frammenti di Dna utilizzati per lo studio, oltre 3 miliardi in tutto, sono stati estrapolati da tre ossa fossili appartenenti all'uomo di Neandertal rinvenuti nella Grotta di Vindija, in Croazia. Sono inoltre state oggetto di studio svariati milioni di coppie base ritrovate in altri siti, tra le quali figurano ossa ritrovate a El Sidron, in Spagna, e nella Grotta di Mezmaiskaya, nel Caucaso. È stato esaminato anche un campione della specie dell'uomo di Neandertal risalente a 40.000 anni fa e ritrovato nel 1856 nella Valle di Neander, in Germania. Proprio questo campione era stato utilizzato per determinare l'esistenza dell'uomo Neandertaliano coma specie. Grazie al sostegno di una grande azienda, gli scienziati hanno potuto procedere al sequenziamento del Dna, ottenendo più del 60% del genoma di Neanderthal.
Il lavoro degli scienziati - Il gruppo ha creato delle "librerie" di sequenze, in condizioni sterili, in modo che gli esperimenti non fossero compromessi dalla presenza del Dna umano dei ricercatori. Gli scienziati, inoltre, hanno ideato delle "etichette" per le sequenze di Dna, che svolgono il ruolo di identificatori per le vecchie molecole di Dna e garantiscono che i campioni non siano contaminati da altre fonti. Il genoma, etichettato con la tecnica radioattiva, è stato utilizzato anche per ovviare alla mancanza di materiale durante la procedura di sequenziamento, rendendo il processo più efficiente.
Pochi i punti in comune con l'uomo moderno - Stando a quanto annunciato dagli stessi scienziati, un consorzio internazionale di ricercatori ha in programma di analizzare in modo approfondito numerosi geni di particolare interesse per la recente evoluzione del genere umano. Tra questi vi sarebbe il gene “FOXP2”, coinvolto nel processo del linguaggio dell'uomo moderno, e diversi altri coinvolti nel processo di invecchiamento e dello sviluppo cerebrale. Il team, guidato dal professor Svante Pääbo, della Società Max Planck, e sicuro del fatto che l’uomo di Neanderthal abbia contribuito comunque soltanto in minima parte ai cambiamenti dell’attuale popolazione umana.
 
 
 
  
 

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