"E' un fatto gravissimo quello avvenuto ieri a Roma. Mi auguro che gli inquirenti trovino i responsabili dello stupro della Caffarella e che, una volta presi, restino in carcere". Lo ha detto oggi il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, al rientro dal viaggio della memoria in ricordo delle vittime delle foibe e prima di recarsi nel quartiere della capitale dove è avvenuta l'aggressione nei confronti della giovane coppia. "Bisogna dare segnali forti rispetto a questi reati di fortissimo allarme sociale", ha aggiunto Alemanno subito dopo l'arrivo a Fiumicino.
Sgomberi nei campi nomadi - Per quanto riguarda la polemica sui campi rom, che secondo il segretario nazionale della Destra Francesco Storace, andrebbero chiusi, il sindaco di Roma Gianni Alemanno ha replicato che "i campi rom vanno fortemente regolamentati. Ce ne sono pochi a norma. Bisogna uscire dalla zona grigia fra legalità e illegalità. Questa è la strada che dobbiamo perseguire e che, peraltro, avevamo già deciso da tempo. Da domani cominceranno gli sgomberi di molte baraccopoli abusive. L'obiettivo è avere pochi campi regolari e ben controllati in modo tale che la gente non abbia paura". Il sindaco ha poi parlato anche dei controlli che, ha detto, "bisogna intensificare, anche se l' area dove è avvenuto lo stupro era di confine rispetto al parco della Caffarella. Tutte le aree di confine fra città e parchi, aree verdi e aree agricole sono le aree più difficili. Questa difficoltà - ha detto ancora - viene poi aumentata dalla diffusione di persone senza fissa dimora, di disperati , gente che non ha una collocazione sociale precisa. Questo, ovviamente, diventa fattore di insicurezza. Nessuno - ha poi precisato Alemanno - vuole criminalizzare questo o quel gruppo etnico. Dobbiamo però intervenire su queste condizioni di degrado, perché dal degrado nasce l'insicurezza".
La testimonianza del ragazzo - "Ci hanno detto che erano armati, che avevano una pistola e che dovevamo seguirli altrimenti ci uccidevano". Così il ragazzo di 16 anni aggredito insieme alla sua fidanzatina di 14, poi violentata da due stranieri a Roma, ha raccontato le fasi iniziali dell'aggressione e poi della violenza subita nel parco della Caffarella. Il ragazzo, ha raccontato, in lacrime e fortemente sconvolto, alla polizia di aver pensato che i due stranieri volessero rapinarlo. Per questo motivo avrebbe detto di avere pochi euro ed un cellulare. Poi una volta arrivati in una delle zone più buie del parco è stato l'inferno. Il ragazzo è stato picchiato e tenuto fermo mentre a turno i due stranieri violentavano la sua fidanzatina. Da ieri sera i due ragazzi sono assistiti da una psicologa della polizia di Stato.
Le indagini - Sono stati ascoltati per quasi tutto il pomeriggio dagli investigatori della squadra mobile di Roma i due ragazzini di 14 e 16 anni. I due ragazzi insieme alle famiglie hanno trascorso diverse ore negli uffici della polizia cercando di far riaffiorare ricordi "mirati e selettivi" che possano servire da adesso in poi a dare impulso alle indagini. E sembra ormai definitivamente pronto l'identikit dei due uomini, stranieri dell'est Europa che ieri sera hanno trascinato, dopo averli minacciati, i due ragazzini in un luogo buio ed impervio nel parco della Caffarella. All'ultima stesura dell'identikit dei due gli psicologi e la polizia scientifica hanno lavorato per ore insieme alla 14enne e al suo fidanzato. Ad uno dei due aggressori, con grandi sforzi, i due ragazzini hanno tentato di dare un volto: lo hanno descritto scuro e con i capelli lunghi.
I residenti: pronti alle ronde - Stanno pensando a ronde notturne i residenti del quartiere dove si trova il parco della Caffarella. Stamani, un gruppo di uomini si è ritrovato davanti all' entrata del parco nel quartiere Appio Latini. "Stiamo organizzando una fiaccolata per richiamare l'attenzione del mondo politico e istituzionale verso quest'area abbandonata da anni". "Abbiamo paura a mandare i nostri nipotini alla scuola vicino al parco - dice una nonna - Li lasciamo davanti all'ingresso e li adiamo a riprendere. Ci sono troppi stranieri e nomadi che ci mettono paura. Poi di sera, quando cala il buio, qui davanti non ci passiamo poco".
Indignate le reazioni del mondo politico dopo l'ennesimo fatto di violenza
Calderoli: castrazione chimica - "Sono anni che propongo come soluzione, così come è stato già fatto in molti altri Paesi europei, la castrazione chimica, in quanto unico strumento in grado di garantire un controllo degli istinti per chi spontaneamente non è capace di controllarli". Lo afferma il senatore Roberto Calderoli, Ministro per la Semplificazione Normativa e Coordinatore delle Segreterie Nazionali della Lega Nord, commentando gli ultimi casi di stupro. "La società, e le donne in particolare - conclude il ministro - hanno il diritto alla difesa, e il giorno che anche il nostro Paese affronterà seriamente l'argomento sarà sempre troppo tardi.
Marrazzo: fermezza ma non caccia alle streghe - "Sono fortemente preoccupato per il clima di violenza che si registra nella capitale. Credo che non si possano più tollerare aggressioni del genere e credo si debbano mettere in campo tutti gli sforzi per prevenire questi crimini, senza strumentalizzare e senza continuare a soffermarsi in questo momento sulla presunta nazionalità degli aggressori". Lo ha detto il presidente della Regione Lazio Piero Marrazzo. "Il mio primo pensiero, in attesa di conoscere meglio come sono andati i fatti, va alle due giovani vittime e alle loro famiglie, a cui sono vicino in questo momento. Voglio assicurare loro - ha aggiunto Marrazzo - che tutte le istituzioni locali stanno facendo il massimo perché nelle nostre città si esca dal clima di paura e di violenza e perché a tutti si possa dare la sicurezza a cui ogni cittadino ha diritto. Sono certo che le forze dell'ordine sapranno assicurare alla giustizia in tempi rapidi i responsabili". "Da subito dobbiamo tutti rafforzare il nostro impegno perché eventi del genere non si ripetano. Soltanto le istituzioni - ha concluso Marrazzo - possono mettere le basi perché la convivenza pacifica e il rispetto reciproco siano l'unica strada da percorrere e che potrà davvero essere risolutiva, con grande fermezza verso i criminali, ma senza nessuna caccia alle streghe".
Storace: chiudere i campi Rom - "I campi Rom vanno chiusi e basta, altro che individuare le aree. Il sindaco di Roma ha il dovere di evitare altri ghetti in città. Dopo lo stupro di una bambina é intollerabile pensare ancora a gesti inutili. I rom vanno cacciati senza pieta". Lo scrive in una nota Francesco Storace, segretario nazionale de La Destra.
Brunetta: troppi corpi di polizia - "E' proprio necessario avere tanti corpi di Polizia con propri apparati, propria organizzazione e propri sistemi?". A chiederlo è il ministro della Pubblica Amministrazione e Innovazione, Renato Brunetta, che, a proposito dell'ennesimo caso di violenza sessuale, accaduto ieri sera a Roma, riflette su quello che lo Stato dovrebbe fare. "Le forze di polizia molto probabilmente dovrebbero stare molto di più per strada, sul territorio", ha detto Brunetta intervenendo alla consueta rubrica radiofonica 'Il Brunetta della domenica' su Rtl 102.5. "A loro va il nostro plauso - ha precisato Brunetta -, sono però troppi corpi di polizia, spesso non coordinati tra loro. Tutti straordinari, ma è proprio necessario in questo paese avere tanti corpi di polizia con propri apparati, propria organizzazione e propri sistemi?". "Non sarebbe preferibile avere coordinamenti forti e non unici corpi, e poi via via specializzarli rispetto alle funzioni", ha suggerito Brunetta, aggiungendo che in questo modo "molto probabilmente, lo vedo anche da economista, si raggiungerebbe maggiore efficienza, minori costi, più operatività e più poliziotti e carabinieri per strada".
Casini: il governo ha fallito - Nessuno può strumentalizzare gli atti di violenza che si ripetono nelle più grandi città italiane. Ma la frequenza con cui essi avvengono, a partire da Roma, dimostra che è giunto il momento della riflessione e dell'autocritica nella gestione della sicurezza": lo dichiara in una nota il leader dell'Udc Pier Ferdinando Casini. A suo giudizio "le misure prese dal Governo sono un fallimento o nella migliore delle ipotesi acqua fresca. E' inutile continuare ad illudersi che la soluzione sia più militari nelle città, quando continuano a diminuire le risorse per il comparto e non si provvede al reintegro degli organici mancanti della polizia di stato. Alle città italiane - conclude - servono più poliziotti e più carabinieri, non le ronde e né i militari"