Cronaca

L'esponente dle Pd, Francesco Rutelli (Ansa)
L'esponente dle Pd, Francesco Rutelli (Ansa) 

Appalti a Napoli, Rutelli in procura: estraneo ai fatti

Il terremoto giudiziario abbattutosi sopra la giunta napoletana guidata da Rosa Russo Iervolino, minaccia di mettere in ginocchio il Pd. Ieri sera anche Francesco Rutelli, esponente di punta del Pd, si è recato presso la procura di Napoli per rilasciare dichiarazioni spontanee. Proprio ieri infatti era stata diffusa su Internet l'ordinanza della Procura di Napoli contenente stralci di verbali in cui alcune delle persone indagate farebbero a lui riferimento. Francesco Rutelli ha quindi chiesto di essere immediatamente ascoltato dai magistrati, dove in tarda serata ha provato a chiarire punto per punto la sua assoluta estraneità alle vicende dell'inchiesta.
Bufera giudiziaria su Napoli - A Napoli intanto il sindaco Iervolino prova a rimettere in piedi quel che resta della sua giunta, ormai decimata dai provvedimenti giudiziari. L'inchiesta è legata alla delibera comunale 'Global service': gara d'appalto da 400 milioni poi ritirata per mancanza di fondi. Tredici le misure di custodia cautelare emesse dal Gip partenopeo: in carcere anche l'imprenditore Alfredo Romeo. Domiciliari per altri 12: tra loro due assessori comunali del Pd. Avvisi di garanzia per i parlamentari Bocchino (Pdl) e Lusetti (Pd): per loro chiesta al Parlamento l'autorizzazione alle intercettazioni.
"Saccheggio sistematico delle risorse pubbliche, spesso già di per sé insufficienti a rispondere alla drammatica situazione in cui versano Napoli e la sua provincia. Risorse che vengono veicolate verso l'esclusivo ed egoistico interesse di Alfredo Romeo e delle sue imprese in totale dispregio delle regole fondamentali della buona ed efficiente amministrazione". Così scrivono il procuratore aggiunto di Napoli Franco Roberti ed i sostituti Enzo D'Onofrio, Raffaello Falcone e Pierpaolo Filippelli nelle richieste di custodia cautelare al gip. Nell'inchiesta, partita da una indagine avviata dalla Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere emerge uno spaccato di cointeressenze politiche tra maggioranza e opposizione che governa la pubblica amministrazione e che vede al centro l'imprenditore Alfredo Romeo.
Pm: "Commistione impressionante di ogni colore" -  "Eh guagliò, si nu grande...tieni nu grande amico assessore". Così uno degli assessori coinvolti nell'inchiesta sugli appalti a Napoli, del quale al momento non viene diffuso il nome, si rivolge all'imprenditore Alfredo Romeo in una telefonata intercettata dagli inquirenti. Una telefonata che per i magistrati è indicativa di una "commistione impressionante tra politici di ogni colore e provenienza, organi istituzionali, pubblici funzionari, appartenenti alle forze di polizia, appartenenti alle forze di polizia". Tutti "convergenti - scrivono i pm - a soddisfare le più diversificate pretese dell'imprenditore, autocompiacendosi e grossolanamente di se stessi e dei risultati conseguiti". La conversazione intercettata mostra "un esaltato assessore comunale nel parlare con Romeo dopo che è stato raggiunto l'obiettivo dell'approvazione del progetto Global Service per la manutenzione delle strada di Napoli nel senso voluto dall'imprenditore"
Global Service: un affare da 400 milioni di euro, in realtà mai partito - La delibera sul global service, al centro dell'inchiesta intendeva affidare a un unico gestore, come avvenuto in altre città, l'appalto per una serie consistente di lavori pubblici e manutenzioni di competenza del Comune. La delibera fu varata ma il relativo appalto non è mai partito, a causa della mancanza di copertura finanziaria. Dieci giorni fa, intervistata da Lucia Annunziata a "Mezz'ora", il sindaco Rosa Iervolino si era soffermata su alcuni passaggi della vicenda. La delibera era stata "sottoposta di corsa ad una commissione contro la corruzione nella pubblica amministrazione, guidata dal prefetto Serra e composta da magistrati. E ci ha detto che andava bene". Poi era stata anche sottoposta a una commissione di giuristi e alti magistrati, "secondo la quale le norme per la prevenzione degli incidenti sul lavoro non erano ancora forti". In ogni caso "non abbiamo fatto la gara, non abbiamo fatto assolutamente nulla. E chi vuole imbrogliare non sottopone i documenti approvati a verifiche non dovute".
Pd nella bufera - E' un terremoto quello che si è abbattutto nell'ultima settima sul Partito democratico. Tre giorni fa l'arresto di Luciano D'Alfonso, sindaco di Pescara nonché segretario regionale del Pd, martedì l'inchiesta sui petroli in Basilicata, mercoledì la bufera politico-giudiziaria che sta investendo sopratutto gli enti locali, colpisce Napoli e la sua amministrazione, nei prossimi giorni approderà in Calabria, dopo la chiusura, mercoledì, delle indagini nell'inchiesta ''Why Not''.
 
 
 
 
  
 

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