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L'immagine di Bonsu Emmanuel Foster con l'occhio pesto (Ansa)
L'immagine di Bonsu Emmanuel Foster con l'occhio pesto (Ansa) 

Ghanese picchiato dai vigili a Parma: è bufera

Una nuova bufera si abbatte sulla polizia municipale parmense. Dopo la foto della prostituta riversa a terra in stato di abbandono, all'interno di un comando della città emiliana, Bonsu Emmanuel Foster, un 22enne originario del Ghana, sporge denuncia ai carabinieri contro i vigili urbani della città che l'avrebbero - secondo quanto denunciato - picchiato e insultato con frasi razziste. "Mi chiamavano negro", ha detto il ragazzo mostrando una busta bianca rilasciata dagli stessi vigili urbani, sulla quale compare la scritta "Emmanuel negro".
L'inchiesta della procura di Parma - La procura di Parma ha aperto un'inchiesta nei confronti dei vigili coinvolti, chiedendo ai carabinieri di mantenere il massimo riserbo sull'accaduto, e disponendo una visita medica per il ragazzo. Un'altra inchiesta è stata avviata dal comune, intenzionato a far luce sull'accaduto: l'assessore alla sicurezza, Costantino Monteverdi, ha convocato i vertici della polizia municipale, mentre critiche accese per quanto accaduto arrivano dalla Cgil - "episodio sconcertante e di una gravità inaudita" - e da esponenti politici di sinistra. Del caso si sta interessando anche l'Ufficio antidiscriminazioni del ministero delle Pari opportunità. Il sindaco di Parma, Pietro Vignali, ricevuto nella serata di martedì dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Gianni Letta, sostiene di non conoscere i fatti da vicino. Ma, aggiunge che "non conosco i fatti da vicino perché sono stato tutto il giorno a Roma. Ho parlato con il mio assessore: il rapporto dei vigili afferma che nella busta c'era scritto solo 'Emmanuel' non 'Emmanuel negro'. La parola 'negro' potrebbe essere stata aggiunta successivamente, magari da lui stesso. Questo è quanto riportato dal rapporto dei vigili urbani".
Il nodo della busta con la scritta "negro" - E' stata disposta dal pm Roberta Licci una perizia calligrafica che faccia luce sulla circostanza della scritta sulla busta con i verbali di denuncia consegnata al ragazza nella quale, secondo la versione di Emmanuel, i vigili avrebbero scritto "Emmanuel negro". Il ragazzo ieri ha mostrato la busta che era in suo possesso, con l'intestazione del comune di Parma, ai carabinieri dove ha sporto denuncia. Ma l'amministrazione comunale esclude con forza che qualcuno dei suoi funzionari possa aver scritto una frase del genere, agitando così il sospetto che sia stato lo stesso ragazzo, o qualcuno per lui, a farlo. Sospetti che hanno provocato l'ira del padre di Emmanuel, convinto invece della buona fede del figlio: secondo lui i vigili avrebbero infatti mentito, tra l'altro non dicendo subito che due di loro erano rimasti a loro volta feriti nelle fasi concitate dell'arresto. La perizia calligrafica riuscirà' forse a chiarire il giallo.
I fatti contenuti nella denuncia del ragazzo - Il 22enne ha raccontato di essersi trovato, all'uscita di scuola, coinvolto suo malgrado in un'operazione antidroga della polizia municipale della città emiliana. Alcuni uomini in borghese avrebbero accerchiato il ragazzo, che, spaventato, ha tentato di scappare. Un agente gli avrebbe anche schiacciato con un piede la testa, mentre gli altri gli mettevano le manette dandogli del "negro". Lo stesso, ignobile insulto che Bonsu si è ritrovato scritto sulla cartella del Comune di Parma che conteneva i suoi verbali: Foster, su quella busta, è stato indicato come "Emmanuel negro". Perquisito, spogliato completamente e sbattuto in cella, il ragazzo sarebbe stato rilasciato solo poco dopo le 23 all'arrivo del padre, metalmeccanico, che per ore, nonostante le sue continue richieste, non sarebbe riuscito a parlargli. A quel punto, Emmanuel è potuto tornare a casa: non prima però di passare dall'ospedale. Poi la denuncia dai carabinieri.
I vigili si difendono - Nella serata di martedì in serata anche la Polizia municipale ha fornito la propria versione sui fatti. "Un agente si è avvicinato al giovane mostrando il tesserino di riconoscimento - sostengono i vigili -. Il ragazzo è fuggito divincolandosi due volte dagli agenti. Ne è nata una colluttazione, con due agenti feriti, uno dei quali ha riportato una distorsione al ginocchio e un altro al polso. I due sono stati portati al Pronto soccorso e, secondo referto, ne avranno il primo per venti giorni e, il secondo, per tre. Il giovane è stato fermato per resistenza a pubblico ufficiale". Secondo gli agenti, il giovane faceva da "palo" perché si trovava nel parco dalle 17,30, un'ora prima dell'arresto. "Continuava a telefonare e fare gesti in direzione del pusher poi arrestato, e infine di fronte al tesserino si è dato alla fuga, opponendosi poi in maniera violenta all'identificazione". Inoltre, è scritto nella nota, al Comando ha fornito generalità imprecise e non è vero nemmeno che sia stato malmenato con manganelli quando questo strumento non è in dotazione alla municipale". Quindi la questione della busta. "Circa la busta con all'interno i documenti del giovane ghanese - si legge nella nota -, la Polizia municipale sostiene che al momento della consegna era bianca e non riportava alcuna scritta".
 
 
 
  
 
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