Emanuela Orlandi (foto Ansa)
Emanuela Orlandi (foto Ansa) 

Cronaca

Caso Orlandi, altri due indagati: sono gli esecutori del sequestro di Emanuela

Angelo Cassani detto 'Ciletto' e Gianfranco Cerboni detto "Gigetto" sono indagati per sequestro di persona a scopo di estorsione e aggravato dalla minore età e dalla morte dello stesso, nell'ambito dell'inchiesta sulla scomparsa di Emanuela Orlandi. L'accusa contestata è la stessa ipotizzata a carico di Sergio Virtù, interrogato ieri in serata, ed in carcere per altre vicende.  
Sono gli esecutori del sequestro - Secondo l'ipotesi degli inquirenti romani, avrebbero pedinato Emanuela Orlandi e, probabilmente, eseguito anche il sequestro. Entrambi, attualmente a piede libero e con precedenti penali, interrogati oggi dal procuratore aggiunto Giancarlo Capaldo e dal sostituto Simona Maisto, hanno respinto le accuse. Cerboni ha anche negato di essere soprannominato "Giggetto". I due, secondo quanto accertato dagli inquirenti, non facevano parte della Banda della Magliana, ma gravitavano intorno al boss Giorgio Paradisi, morto nel 2006 per tumore, e già braccio operativo di Enrico "Renatino" De Pedis.
Decisiva la Minardi - A loro gli inquirenti sono risaliti tramite le dichiarazioni della supertestimone Sabrina Minardi e di altri collaboratori di giustizia. Cassani e Cerboni, i quali hanno ammesso di aver conosciuto Paradisi negli anni Ottanta, facevano parte, insieme con una terza persona allo stato non identificata, di una sorta di "batteria" al servizio di Paradisi. Da ieri, invece, Sergio Virtù, 49 anni, indicato da Sabrina Minardi, ex amante del boss della Banda della Magliana, Enrico De Pedis, come l'autista di Renatino, è indagato, nell'ambito della stessa inchiesta, per i reati di omicidio volontario aggravato e sequestro di persona.
Soddisfatto il fratello della Orlandi - "E' una notizia positiva perché significa che i pm stanno continuando a lavorare con impegno. Dopo 26 anni non è facile": Pietro Orlandi, il fratello il Emanuela, commenta così l'iniziativa della procura di indagare per l'omicidio della ragazza vaticana Sergio Virtù, indicato come l'autista del boss della banda della Magliana Enrico "Renatino" De Pedis. "Se questa persona è davvero implicata - spiega Pietro Orlandi - potrebbe identificare il sacerdote al quale, secondo il racconto dell' ex amante di De Pedis Sabrina Minardi, Emanuela fu consegnata".
I dubbi sulla ricostruzione - Il fratello della giovane, comunque, non nasconde i dubbi relativi alla ricostruzione dei fatti fornita dalla donna ai magistrati della Procura di Roma. "Non capisco i passaggi - dice -. Subito dopo il sequestro Emanuela sarebbe stata vista con Virtù nella zona del laghetto dell' Eur, poi portata a Torvajanica, qualche mese dopo consegnata a un sacerdote dopo essere stata prelevata in un bar nella zona del Gianicolo, e infine gettata in una betoniera. Oggi, poi, ho sentito anche che Emanuela potrebbe essere stata rapita e uccisa dopo qualche ora. Ventisette anni finiti così, in due ore...".
Le due piste del caso Orlandi - Quanto al fatto che gli sviluppi dell' inchiesta seguono un filone completamente diverso da quello indicato da Mehmet Ali Agca, l'attentatore di Giovanni Paolo Secondo, Pietro Orlandi osserva: "Sono mie impressioni, ma le due piste possono essere comunque legate. In questo caso si tratterebbe di manovalanza, alla quale è stato commissionato un lavoro per altri scopi. Bisogna vedere come andranno avanti le indagini. Se le cose fossero andate come dice la Minardi, non avrebbe senso tutto quello che è successo dopo. Ci saranno stati anche depistaggi, ma se Emauela fosse stata uccisa due mesi dopo, perché tirarla così a lungo?".
La mamma non crede all'omicidio - Maria Orlandi, la madre di Emanuela, ha parlato in mattinata con il figlio delle notizie pubblicate da giornali e tg. "Lei - dice Pietro - l' omicidio non lo prende proprio in considerazione. Giudica, però, positivo che ci sia una persona implicata che può dire cose utili, qualche altra verità... Io continuo a pensare che se l' uomo indagato descrivesse il sacerdote al quale Emanuela fu consegnata, sarebbe un passo avanti importante".
Legali de Pedis: indagare la  Minardi - Se la Minardi è così attendibile come ritiene la Procura di Roma, non è dato di capire perché non sia stata ancora iscritta a registro indagati, avendo la stessa confessato di aver partecipato quantomeno al presunto sequestro". A chiederselo sono gli avvocati Maurilio Prioreschi e Lorenzo Radogna, che assistono i familiari di Enrico De Pedis. Rispetto agli ultimi sviluppi dell'inchiesta sulla scomparsa di Emanuela Orlandi, i penalisti spiegano: "Ancora una volta assistiamo alla ennesima violazione del segreto investigativo nell'ambito della vicenda". E poi aggiungono: "Il signor Sergio Virtù (indagato per il sequestro, ndr) era stato appena interrogato dalla Procura di Roma e già ieri sera tutte le agenzie di stampa ne riportavano le dichiarazioni".
11 marzo 2010
 
 
 
 
  
 

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